Il punto sullo storage con Western Digital

Management

Vnunet ha chiesto a Daniel Mauerhofer, Public Relations Manager Emea di
Western Digital, di delineare l’attuale scenario dello storage nel nostro paese

Vnunet ha cercato di capire con Daniel Mauerhofer, Public Relations Manager Emea di Western Digital qual è la visione della società sul presente del settore storage e quale futuro potrebbe svilupparsi. Abbiamo quindi chiesto come è cambiato il mercato dopo la recente acquisizione di Maxtor da parte di Seagate, come hanno influito le nuove leggi sul settore storage e come sta cambiando l’atteggiamento delle aziende nei confronti della tecnologia. Non poteva ovviamente mancare la richiesta a un esercizio di fantasia per ipotizzare in veste di principali protagonisti del settore, verso quale futuro potrebbe essersi avviato il settore.

VnuNet: Come è cambiato e come sta cambiando l’atteggiamento delle aziende nei confronti delle tecnologie di storage (Basilea, legge sulla privacy, legalità, archiviazione documenti in digitale etc)

Daniel Mauerhofer: Non è cambiato nella sostanza, solo le recenti leggi entrate in vigore in diversi ambiti e territori hanno elevato il livello di attenzione delle aziende nei confronti dei sistemi di storage. Quindi c’è maggiore interesse rispetto al tipo di storage scelto, alle sue caratteristiche e alle sue funzionalità. In prospettiva, questo dovrebbe premiare le aziende che offrono un livello di qualità più elevato e magari un ventaglio più ampio di funzionalità.

VnuNet: Quale è la tecnologia storage che attualmente sta riscontrando maggior successo all’interno delle aziende italiane e qual è quella che promette di poterla soppiantare o affiancare nel prossimo futuro?

DM: Data storage, data recovery e data retrieval diventano sempre più importanti man mano che le piccole e medie aziende crescono. I vendor It stanno cercando di rispondere a queste necessità con una serie di tecnologie e soluzioni innovative. La maggior parte delle piccole e medie aziende tende ad accumulare una grande massa di dati, stimabile tra i 500GB e qualche Terabyte. Si tratta di informazioni cruciali, che devono avere un backup adeguato. Se l’azienda ha meno di 20 dipendenti, il modo più semplice di risolvere questa problematica è un server. Tutti i server entry level di tutti i maggiori vendor possono rispondere allo scopo. Ma spesso questo non basta. Ci deve essere almeno un livello di backup dei dati, come per esempio un sistema di storage esterno a nastro o basato su hard disk. Se i dati archiviati devono essere accessibili di frequente, allora le aziende possono prendere in considerazione anche sistemi di network attached storage (Nas). Si tratta di una buona soluzione di backup che può essere implementata anche con un piccolo server esterno, come il nostro WD NetCenter. Ha già il software di backup, non richiede management ed alla fine può rivelarsi davvero conveniente.

VnuNet: Con l’acquisizione di Maxtor da parte di Seagate si è ridotto il numero dei contendenti del settore storage, dove oltre a Seagate rimangono Hitachi, Western Digital e Toshiba. Pochi ma buoni quindi. Ma cosa ha effettivamente cambiato la mossa di Seagate in un settore che è stato a lungo piuttosto statico?

DM: Seagate è un’azienda solida, che offre prodotti di valore: si tratta di un’operazione che fa bene al mercato. Come non ha fatto bene al mercato il fatto che Maxtor abbia perso denaro per lungo tempo. Per Western Digital, direttamente, non crediamo che cambi molto. Continuiamo a realizzare i nostri prodotti con la qualità che ci contraddistingue. Ci piace ribadire che la nostra attenzione è dedicata prima a quelli che sono già nostri clienti e poi a quelli che lo diverranno potenzialmente. Le nostre capacità produttive ci consentono di coprire in maniera ottimale l’intera regione EMEA, e da questo lato i nostri clienti possono stare tranquilli.

VnuNet: Con le attuali premesse e le tecnologie emergenti, quale è lo scenario storage più futuristico che è possibile immaginare.

DM : Un posto nel cyberspazio dove archiviare file, a cui si possa accedere da ogni posto, in ogni momento e attraverso ogni dispositivo. Ma gli utenti non sono ancora pronti per questo. Vogliono avere ancora i propri dati fisicamente con sé, ad esempio su hard drive esterni. Questo è un mercato che raddoppia ogni anno.

VnuNet: Cosa normalmente rallenta l’adozione e il corretto utilizzo delle tecnologie storage all’interno delle aziende italiane.

DM: Il costo e la complessità di gestione di queste nuove tecnologie. Tipicamente sono le grandi aziende ad adottare per prime le nuove tecnologie, perché già dispongono di infrastrutture IT all’altezza. Le piccole e medie aziende arrivano dopo. Anche il canale di vendita deve essere educato alle nuove tecnologie che emergono, come ad esempio SCSI rispetto a SATA in ambiente enterprise, e questo richiede sempre del tempo in più, non trascurabile.

Autore: ITespresso
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