Il quarto di secolo dei domini .it

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Arriva il dominio .SRL per il BtoB

Anche nell’era delle Pagine Facebook e dei profili su Twitter, il Web attira le aziende. Alla fine del 2011 i domini italiani registravano un incremento del 10,5% sul 2010. Non male: i domini .it, con 25 anni sulle spalle, non sentono la crisi

Venticinque fa a Pisa il Cnr registrava il primo dominio italiano con suffisso .it su Internet. Per la cronaca era cnuce.cnr.it. Da quell’atto nasceva Registro.it, all’interno dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr). L’anagrafe dei domini italiani oggi conta oltre 2.450.000 domini registrati, e il suffisso .it ha scalato la classifica mondiale, posizionandosi al decimo posto a livello globale e al quinto in Europa. Se l’Italia arranca a causa del Digital divide in tante classifiche, nella hit parade dei domini il nostro Paese non sente crisi.

Da una ricerca di Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr) emerge che il 71% delle PMI con nome a dominio ha un “targa italiana” con estensione .it. Sette su dieci hanno aggiunto il .it accanto al proprio logo. Il 77,2% naviga in internet tutti i giorni e il 92,6% utilizza  la posta elettronica per comunicare. Il 21,4% fa e-commerce, soprattutto per lo shopping online (14,5%), ma solo il 62,7% delle aziende sul Web annovera un proprio dominio; e supera di poco il 9% il numero delle imprese presenti in Rete con più suffissi (.com, .eu eccetera). Dunque c’è ancora da lavorare: perché un logo è meglio protetto se possiede tutte le estensioni possibili, e non viene occupato da cyber-squatter.

Chi compra un dominio, dice che è una mossa per “farsi conoscere” (63%), per sfruttare “gli indirizzi di posta personalizzati” (38,6%) e per “attività di comunicazione” (14%).

Venticinque anni di domini .it
Venticinque anni di domini .it
Autore: ITespresso
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