Il rapporto Ecta promuove AgCom e banda larga italiana

Autorità e normative

I problemi non mancano, ma l’AgCom funziona. Bisogna invece migliorare su tariffe mobili e frequenze

Il rapporto Ecta promuove con la sufficienza la banda larga italiana e la nostra AgCom. L’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni si è posizionata al quinto posto nell’Ue,dopo Regno Unito, Olanda, Danimarca, e Francia. Ciò non significa che i problemi non ci siano: “Quando si paga molto per un accesso alla banda larga, è possibile che la colpa sia dell’Autorità garante del settore, che non è riuscita ad aprire il mercato alla concorrenza” ha affermato

Innocenzo Genna, chairman di Ecta. Tuttavia il rapporto annuale dell’European Competitive Telecommunications Association (Ecta), un confronto degli organismi regolamentari di 19 paesi, è tutt’altro che pessimista: l’AgCom italiana funziona. “Non posso che esprimere la mia soddisfazione”, ha affermato il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò.

Ecco cosa ha apprezzato il rapporto Ecta dell’Italia: in dipendenza e trasparenza; sviluppo della concorrenza; promozione delle dinamiche di sviluppo delle nuove tecnologie di rete (Next Generation Networks) e delle condizioni per assicurare una concreta parità di trattamento tra operatori.

Punti deboli però non mancano: mercato semi-monopolistico; debolezza nella risoluzione di controversie; problemi nelle frequenze e nei diritti di accesso alle reti; tariffe mobili. Insomma, c’è ancora da lavorare, ma l’Italia finalmente sembra partita con il piede giusto.

Autore: ITespresso
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