Il risiko delle Telco

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Vodafone: l'80% delle PMI ha fiducia nel futuro e nei servizi 4G
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L’M&A sia tornato prepotentenente nel mercato Tlc. Acquisire è la parola d’ordine delle Telco, per ridurre i costi e consolidare il mercato nell’era Mobile e del 4G

La controllata O2 di Telefonica ha acquisito l‘unità wireless E-Plus dall’olandese KPN. Telefonica Deutschland, nota con il brand O2, che diventerà il più grande operatore mobile per parco clienti in Germania, superando (per numero clienti, ma non per ricavi) Deutsche Telekom e Vodafone nel mercato wireless tedesco. La fusione fra terzo e quarto operatore sarà soggetto allo scrutinio del regolatore. L’acquisizione costringerà la competizione a tagliare costi e a lanciare M&A.

La commissaria Neelie Kroes spinge per un singolo mercato europeo Tlc, per condividere le spese del 4G (LTE), man mano che aumenta la domanda wireless nell’era Mobile. Il consolidamento continuerà, visto che Telefonica vuole cedere i suoi asset per tagliare il debito: Telecom Italia, se c’è, batta un colpo. Telecom Italia non rinuncia allo spin-off della rete, un’occasione indispendsabile per modernizzare il sistema delle Tlc in Italia. Lo scorporo della rete rimane dunque obiettivo di Telecom Italia, nonostante la fine delle trattative con H3G. Ubs prevede che un debito netto a 2,4 miliardi di euro, una flessione del 12% per l’Ebidta anno su anno e del 40% dell’utile netto. Affari & Finanza scrive che la “resa dei conti sarà a settembre”, con l’addio di Telco, l’arrivo di Flavio Cattaneo al posto di Bernabè, l’ingresso della statunitense AT&T. Scenari da “Risiko delle Telco”, insomma.

Risiko che, in vista del trattato di libero mercato Usa-UE, potrebbe vedere come protagonista l’americana AT&T che potrebbe fare shopping in Europa, dove potrebbe acquisire perfino Telecom Italia. Dopo la fine delle trattative con H3G, l’acquisizione di AT&T è solo un’ipotesi che emerge, però, da una ricerca di Robin Bienenstock di Sanford Bernstein. Il gruppo statunitense, limitato in casa dall’Antitrust USA, sarebbe tentato a guardare all’Europa, dove le Telco – indebitate – rappresentano un obiettivo appetibile, nonostante il cambio sfavorevole dollaro/euro. Una serie di incontri esplorativi tra Milano e Roma sarebbe già avvenuta: di Telecom Italia piacciono due cose, Tim Brasil e il prezzo (il debito di Telecom Italia è pari a 28.8 miliardi di euro). Il debito netto di Telecom Italia è doppio rispetto al suo valore di mercato, mentre il titolo ha perso il 70% negli ultimi sei anni.

Negli USA Dish va all’assalto di Sprint, offrendo 25 miliardi di dollari e sfidando la giapponesse SoftBank. Lo scorso dicembre l’operatore mobile Sprint aveva, inoltre, speso 2,2 miliardi di dollari per aggiudicarsi Clearwire. Il consolidamento del mercato è partito con l’operazione T-Mobile e MetroPCS, per contrastare i due colossi Verizon e AT&T.

Che l’M&A sia tornato prepotentenente nel mercato Tlc, lo si è visto di recente. Protagoniste dell’ultima ondata sono state Vodafone e Hutchison Whampoa: Vodafone ha lanciato un’Opa su Kabel Deutschland, mentre Hutchison Whampoa ha acquisito O2 Ireland da Telefonica.

A giugno Vodafone ha acquisito Kabel Deutschland Holding per 7,7 miliardi di euro. Vodafone vorrebbe addirittura acquisire Fastweb in Italia, per espandersi nella linea fissa e Internet, ma questo per ora è solo gossip.

Invece Telefonica ha ceduto O2 Ireland a Hutchinson Whampoa per 780 milioni. Soggetta all’approvazione delle autorità, la vendita prevede un pagamento successivo aggiuntivo di 70 milioni di euro se verranno centrati alcuni obiettivi finanziari.

Telefonica, la Telco più indebitata d’Europa, vuole ridurre il suo debito a meno di 47 miliardi di euro entro la fine del 2013. E per farlo, cederà altri asset. Telecom Italia è avvisata, dopo aver chiuso il primo semestre in rosso con una perdita netta di 1,4 miliardi di euro dopo svalutazioni complessive per 2,2 miliardi. Il presidente Franco Bernabè ha confermato che il debito netto rettificato si manterrà sotto ai 27 miliardi e la volontà di ”procedere celermente nello scorporo” della rete.

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Autore: ITespresso
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