Il ritorno degli investimenti dalle app in cloud

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Per una piccola impresa le applicazioni cloud (SaaS) sono uno strumento di crescita. Quali sono i costi e quali i benefici?

Quando si pensa al lato applicativo del cloud computing ci si riferisce sostanzialmente di software erogato come servizio , ossia di Software-as-a-service (SaaS). E’ in questo campo che il mercato del software ha vissuto cambiamenti  radicali in diversi settori dal gestionale ( ERP, CRM) alla manutenzione dei servizi IT e soprattutto all’email e alla produttività da ufficio ( da Office 365 alle Google Apps).

I servizi di cloud ibrido di VMware
I servizi di cloud ibrido di VMware

Queste soluzioni incontrano sempre più il favore delle imprese per due ragioni sostanziali: il basso costo degli investimenti iniziali e la velocità e immediatezza della messa in produzione ,ossia dello sfruttamento e della fruizione da parte degli utenti. In più le applicazioni SaaS sono relativamente più moderne e promettono all’utente un’esperienza d’uso( il cosiddetto look and feel) migliore e più facile , mentre c’è sempre la garanzia di utilizzare il software più aggiornato nella sue funzionalità. Dunque il trend è stabile e consolidato , ma chi poi deve fare gli acquisti deve orientarsi in uno scenario di decisioni da prendere con importanti risvolti di tipo economico e finanziario.

Una breve guida al TCO ( totale cost of ownership) , ossia alla valutazione dei costi di esercizio di un’applicazione SaaS deve partire da una valutazione di quattro aspetti:
– Benefici: come l’azienda trae beneficio dalle applicazioni cloud

– Costi: quanto costano in termini di di risorse IT le applicazioni SaaS

– Rischi : impatto sulle attività operative dell’azienda

– Flessibilità : l’investimento crea nuove opportunità all’organizzazione ?

 

Cloud ibrido  su piattaforma  Microsoft
Cloud ibrido su piattaforma Microsoft

I Benefici

Qui ormai è semplice orientarsi sono i benefici stessi del cloud computing : velocità di implementazione, schema di prezzi legato all’uso, accessibilità e usabilità. Questo si traduce in scalabilità ed elasticità di impiego delle applicazioni in funzione delle necessità operative di un’azienda. E in più questi benefici durano nel tempo.
Velocità di implementazione
Le applicazioni cloud attirano le aziende in quanto permettono loro di mettere in uso le soluzioni prescelte molto più velocemente anche nella modalità on premises. Molti servizi SaaS non richiedono che pochi giorni o qualche settimana. Perché andare veloci? Le soluzioni cloud sono pronte all’uso . Gli utenti devono solo avere un accesso e un collegamento a internet per utilizzarle senza necessità di nuovo hardware o passare per una fase di test. Oltre che più veloci per l’IT aziendale le implementazioni permettono spesso un approccio più soft di tipo ripetitivo alla configurazione durante l’uso rispetto a una pesante attività di personalizzazione ancora prima di cominciare a utilizzarle, come succede spesso nella modalità on-premises. E questo vale ancora di più per miglioramenti e aggiornamenti. In sostanza gli utenti non voglion opiù attendere e quello che vogliono lo vogliono subito.
Minori necessità di supporto
Per la parte client delle applicazioni SaaS è possibile ridurre se non eliminare il supporto IT ( questo interessa soprattutto le aziende medio piccole spesso con staff IT ridotto e inesistente) . Il fornitore della soluzione in modalità SaaS quasi sempre prevede un help desk compreso nel costo di abbonamento. Quanto al supporto di tipo tecnico è virtualmente eliminato dal provider che provvede alla messa a punto di patch e di aggiornamenti. In più questo tipo di applicazioni è nato pensando all’utente finale , dunque le interfacce sono più semplici , orientate a essere utilizzate in self service da parte dell’utente . Un esempio tipo è quello delle email che con il passaggio al cloud hanno ridotto ogni necessità di supporto IT interno dato che la sottoscrizione presso un provider copre anche i costi di infrasttruttura e di archiviazione.
Aggiornamenti più frequenti e più semplici
Le applicazioni cloud prevedono aggiornamenti automatici senza soluzione di continuità o almeno per diverse volte in un anno. Gli utenti possono così usufruire delle funzionalità più aggiornate rispetto ai cicli di sviluppo di software on premises che spesso d richiedono diversi anni. Questi aggiornammenti incrementali frequenti poi non vengono pagati con costi di consulenza e di gestione. Se l’aggiornamento del software on premises richiedeva spesso la consulenza di un esperto, questo non succede con le applicazioni SaaS che garantiscono la massima efficienza con la migliore versione del software.

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Utilizzo migliore
Le applicazioni che vengono pagate in funzione del loro uso portano a un utilizzo ottimizzato per tre ragioni:
– le aziende pagano quanto serve e i provider hanno un incentivo finanziario a promuoverne l’uso
– le applicazioni cloud tipicamente si rivolgono a una platea più vasta in quanto offrono facilità d’uso e un look and feel familiare
– i provider possono fornire alle aziende rapporti puntuali con statistiche sull’uso dell’applicazione.
In questo modo le aziende e possono identificare meglio le aree grigie degli utenti che richiedono più addestramento o incentivi a usare l’applicazione.

I costi chiave

Come già detto le applicazioni in cloud possono ridurre fino a eliminarli gli investimenti iniziali in hardware e licenze che sono tipici dei progetti on premises. Vengono ridotti anche i costi di personalizzazione del software in favore di una semplice configurazione via mouse . Le applicazioni poi portano con sé un insieme di “best practice” ( modalità d’uso improntate alle esperienze aziendali più corrette). Si richiedono invece costi che si prolungano nel tempo legati all’abbonamento e alla sottoscrizione del noleggio del software e spesso nei casi più complessi quello di gestione e di “orchestrazione “ delle diverse soluzioni anche in funzione dell’hardware aziendale spesso proveniente da fornitori diversi.
Costi di sottoscrizione
Il principale costo associato alle applicazioni cloud è il costo dell’abbonamento per farne uso, che spesso si basa sul numero di utenti al mese o su quanto uso se ne fa. Parametri d’ uso tipicamente sono lo storage ( ad esempio il numero di documenti) o le transazioni elaborate. Il modello ad abbonamento , rispetto a quello di licenza d’uso e di acquisto significa inferiori costi iniziali, ma attenzione che durante l’uso questi possono alla fine superare quelli di un’alternativa che prevede licenza più manutenzione.

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Gestione del venditore
Le applicazioni cloud richiedono una maggiore attenzione sulla contrattualistica, sugli SLA ( livelli di servizio che vanno garantiti per contratto) e sulla gestione del prestazioni. I contratti sono di lunghezza variabile , da mese per mese fino anche a cinque anni. Le aziende dovranno essere particolarmente attente sui negoziati e sui rinnovi del contratto rispetto ai cicli di rinnovo per le soluzioni on premises.
Costi di “orchestrazione” del cloud
Molte soluzioni cloud sono ancora focalizzate su un modulo specifico, ad esempio l’assunzione dei dipendenti o la gestione dei suoi obiettivi di carriera . Se non trovano suite integrate , le imprese devono far fronte a un panorama frammentato con molteplici applicazioni nel processo di migrazione in corso verso il cloud. Si tratta di quello che viene definito come ambiente multivendor . Questo vuol dire maggiori costi di integrazione, di supporto all’utente finale, di gestione degli aggiornamenti , di test e di flussi di lavoro.

Fine della prima parte

Autore: ITespresso
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