Il Selvaggio Web nell’era di Facebook

Autorità e normativeSorveglianza

La privacy è la Cenerentola del Web. Facebook ha rivisto i livelli di privacy dei propri iscritti, in un’ottica di apertura ai non iscritti e soprattutto a Microsoft Bing e Google (dopo gli accordi con i motori di ricerca). Promettendo più privacy per gli utenti, in realtà i nuovi controlli stanno andando nel verso opposto. I dati sensibili degli oltre 350 milioni di utenti di Facebook saranno più esposti di prima. Le denunce di Electronic Frontier Foundation (Eff) e Electronic Privacy Information Center (Epic) parlano chiaro: più che www, sta diventando un wild, wild web dove la privacy è un optional. Interverrà la Commissione federale Usa per il Commercio?

La rivisitazione dei controlli della privacy su Facebook apre una “finestra” che mette a repentaglio la riservatezza degli utenti. A rischio è l’esposizione di tutti i dati sensibili degli utenti.

È allarme privacy per 350 milioni di utenti di Facebook: status update, Post, contenuti inviati, dettagli su amici e familiari potrebbero essere esposti a tutto il Web. Un wild, wild Web, invece che il vecchio Www.

Ma a mettere in apprensione sono i termini privacy di Facebook. Lo denuncia Electronic frontier foundation (Eff) che è molto critica sulle novità privacy di Facebook.

“Facebook sta avanzando verso la posizione ‘svela tutto’. Non è corretto, dal punto di vista della privacy“, ha illustrato anche Marc Rotenberg, direttore esecutivo della Electronic Privacy Information Center (Epic).

“La metto in questo modo: proprio adesso stiamo prendendo un sacco di screenshot (di Facebook)“, ha spiegato Rotenberg. L’Epic potrebbe presentare una denuncia alla Commissione federale Usa per il Commercio. Perché la privacy nel Web 2.0 è sotto scacco.

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