Il Senato USA contro l’algoritmo di Facebook per le news

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Il Senato USA contro l'algoritmo di Facebook per le news
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Ex impiegati di Facebook hanno confessato di aver censurato news provenienti dal partito conservatore americano. Il Senato USA chiede spiegazioni

Ex dipendenti di Facebook hanno denunciato al sito Gizmodo che l’algoritmo del primo social network al mondo manipolerebbe le notizie, in modo da censurare fonti di area conservatrice. E mentre le Presidenziali USA portano molti inserzioni pubblicitarie sui social, il dibattito si scalda.

Gli algoritmi stabiliscono quali e quanti contenuti far apparire sulle Timeline, ma “curatori di news”, che facevano parte del team News del social media di Mark Zuckerberg, avrebbero detto al sito americano di aver inserito fra le notizie di tendenza alcune news che non erano sufficientemente popolari per godere di quell’audience; e avrebbero censurato notizie appartenenti all’area politica dei conservatori statunitensi, escludendo le news riferite al Partito Repubblicano dalla sezione in vetrina su Facebook.

Il Senato USA contro l'algoritmo di Facebook per le news
Il Senato USA contro l’algoritmo di Facebook per le news

Dalle accuse emerge che la sezione delle tendenze venisse gestita come una redazione, seguendo una linea politica e un taglio editoriale, e non come Trending Topics governati da un algoritmo freddo e neutrale.

Il vicepresidente di Facebook Tom Stocky, responsabile dei Trending Topics, respinge la grave accuse: “Facebook è una piattaforma per persone e prospettive di tutto lo spettro politico. Ci sono linee guida rigorose per il team di revisione volte ad assicurare coerenza e neutralità, le quali non permettono la soppressione di visioni politiche, né il favorire un punto di vista a un altro, o una fonte di news a un’altra“, ha risposto Stocky.

Tuttavia il Senato americano ora vuole sapere la verità. Una commissione indagherà per scoprire se impiegati di Facebook blocchino o meno news provenienti dal partito conservatore. La Senate Committee on Commerce, Science and Transportation vuole fare luce sulle pratiche di “selezione” delle news nella sezione trending topics.

Come osserva The Verge, il social network non ha il dovere di rendere conto della gestione dei contenuti. Già in passato ha usato il News Feed per sperimentare le reazioni degli utenti, salvo tornare in dietro per le proteste.

Da tempo si parla di filter bubble (espressione coniata nel 2011 dall’attivista della Rete Eli Pariser): un bolla in cui gli utenti sono tenuti, grazie alla gerarchizzazione dei contenuti. la visualizzazione in base alla rilevanza e non alla cronologia, fa sì che gli utenti vivano in un “mondo sempre più piccolo”, in cui appaiono solo le idee condivise e nessuno rischia l’esposizione a nuove informazioni.

Autore: ITespresso
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