Il settore informatico sul piatto della bilancia della Giustizia

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177 milioni di euro nel 2003, tanto è costato il sistema informatico del Ministero della Giustizia. Nel frattempo però arretra la firma digitale

Mentre impera la confusione sulle sorti della firma digitale in Italia (che, da posizione d’avanguardia in materia, rischia di finire agli ultimi posti), la Giustizia fa il suo corso e cerca comunque di dotarsi di sistemi informatici più sofisticati e al passo con i tempi. Il sistema Giustizia ha speso, secondo i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), la rispettabile cifra di 177 milioni di euro portando il Paese ai primi posti per le spese in tecnologia destinate al settore giudiziario. Più allarmante è invece il discorso sulla firma digitale che sembrava a un passo dal venire alla luce. E invece, dopo le Linee Guida in materia di Firma Digitale del Cnipa, l’Italia torna indietro: girano adesso indiscrezioni sulla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del “Codice delle Pubbliche Amministrazioni digitali”, decreto legislativo previsto dalla legge delega 229/03. Le norme sono ancora in alto mare, e sarà difficile vedere in tempi brevi qualcosa di più maturo di una bozza.

Autore: ITespresso
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