Il sito Riaa promuove il file sharing

Aziende

Prima accusa Google di voler guadagnare con i siti P2p, poi sembra che stia
ottenendo soldi dal file sharing nello stesso identico modo

La RIAA (Recording Industries Association of America) accusa Google di voler guadagnare con i siti P2P attraverso il suo programma websense. La cosa curiosa è che, come Wired fa notare, sembra che anche la RIAA stia ottenendo soldi dai siti P2P nello stesso identico modo. In un sito che RIAA ha registrato per diffondere le condizioni che bisogna seguire per non essere perseguiti legalmente, c’era anche una pagina piena di annunci pubblicitari che puntavano a ogni sorta di programmi di file sharing! Alcuni addirittura pieni di adware e spyware. Come Wired fa notare, osservando le regole che RIAA pensa di usare contro Google, l’associazione dovrebbe, per coerenza, citare se stessa. Il giorno in cui Wired ha pubblicato questo commento, la RIAA ha spento il sito. Fortunatamente Wired aveva salvato alcune chiare immagini che dimostravano l’esistenza della pagina. Ci chiediamo, comunque, quanto mai abbia potuto incassare RIAA promuovendo questo tipo di programmi durante il periodo di funzionamento del sito. E ora ci chiediamo quante persone, nel tempo, sono state chiamate a giudizio da RIAA per aver usato software che, successivamente, essa stessa ha promosso e pubblicizzato sul suo sito. Altre informazioni le trovate qui .

Autore: ITespresso
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