Il software illegale in aziende e studi professionali

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La Guardia di Finanza ferma i pirati torinesi “con le mani nell’hardware”: per questi reati ora rischiano multe cospicue oltre a condanne da sei mesi a tre anni

Bsa denuncia ancora una volta come la pirateria non si annidi soltanto nell’ambito consumer, quanto dilaghi in aziende e studi professionali. La Guardia di Finanza ferma i pirati torinesi “con le mani nell’hardware”: venticinque responsabili sono stati pertanto denunciati all’Autorità Giudiziaria: 24 di loro per l’art. 171 bis della legge sul Diritto d’Autore (633/41 e successive modifiche), ossia per detenzione e utilizzo di software abusivo in ambito imprenditoriale; uno anche per inquinamento probatorio: infatti è stato colto in flagrante mentre tentava di cancellare i programmi “pirata” dal computer aziendale.

Per questi reati ora rischiano multe cospicue oltre a condanne da sei mesi a tre anni, mentre sono già state loro irrogate sanzioni amministrative per oltre 780.000 euro e sequestrati ben 67 hard disk contenenti software pirata (che comprendevano prodotti di Microsoft, Adobe, Autodesk, Corel ecc.). Le aziende interessate sono infatti studi professionali operanti prevalentemente nei settori dell’architettura e dell’ingegneria, oltre che piccole e medie imprese del settore manifatturiero.

Il Nucleo Operativo della Guardia di Finanza di Torino ha condotto una serie di verifiche su piccole imprese e studi professionali del capoluogo piemontese e della provincia: nel corso delle indagini, 16 realtà imprenditoriali sono risultate in possesso di software illegale, ossia duplicato e utilizzato al di fuori dei regolari contratti di licenza. Alle verifiche hanno collaborato i consulenti tecnici di BSA Italia (Business Software Alliance).

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