Il software non sta tenendo il passo con i nuovi processori

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La nuova generazione dei chip multi-core offre grandi potenzialità che gli sviluppatori software finora non hanno dimostrato di saper sfruttare

A COSA SERVONO gli enormi progressi nel campo dell’hardware, se nessuno sembra in grado di progettare del software che ne sfrutti le potenzialità?

A farsi la domanda è il New York Times, che ha pubblicato qui un articolo, in cui John Markoff fa il punto della situazione attuale. In poche parole, la nuova generazione dei chip multi-core offre grandi potenzialità che gli sviluppatori software finora non hanno dimostrato di saper sfruttare.

Secondo Markoff le software house stanno cercando di capire che cosa possano fare per recuperare il ritardo.

Per i processi paralleli tipici dei processori multi core occorre del software complesso capace di suddividere il codice i tanti pezzi in modo che possano essere gestiti in modo ottimale dai processori.

Tuttavia le software house non sembra siano ancora riuscite a trovare il modo di scrivere dei programmi all’altezza del compito.

Microsoft, dietro la spinta dell’arrivo previsto dei chip con più di otto core, attesi forse per il 2010, si sta dando da fare parecchio, anche perché teme che qualcun altro possa arrivare prima, per esempio gli sviluppatori open source.

Autore: ITespresso
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