Il sorpasso dei cellulari e lo sciopero degli utenti

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Forte crescita del comparto delle comunicazioni in Italia, con la telefonia mobile che sorpassa quella fissa. Ma i consumatori protestano
per le tariffe troppo elevate.

La concorrenza ha fatto bene al settore. Lo sostiene l’Autorità per le telecomunicazioni che ha reso noti i dati relativi al 2003. Secondo Enzo Cheli, presidente dell’ente, in sei anni di liberalizzazione la telefonia è riuscita a trovare una sua strada, generando prezzi molto più vantaggiosi. L’arrivo dei nuovi operatori ha di fatto abbassato i prezzi dei servizi del 10% al consumo, e addirittura del 46% all’ingrosso. Forte la crescita del settore che ha raggiunto i 33 miliardi di euro, a fronte di un incremento percentuale superiore al 5%. A trainare la crescita, soprattutto la telefonia mobile che per la prima volta ha sorpassato quella fissa, con un fatturato di 16.7 miliardi contro 16. Per il 2004, sostiene l’Autorità, si arriverà a oltre 60 milioni di linee di cellulari, mentre la telefonia fissa perderà circa 500mila abbonati, attestandosi a poco meno di 28 milioni di linee. Calo dovuto non solo alla forte diffusione dei cellulari, ma anche alla sempre maggiore diffusione della banda larga. Dati incoraggianti, che però non vengono condivisi dalle associazioni dei consumatori, che contestano soprattutto le tariffe legate ai cellulari. Secondo Intesaconsumatori, a cui aderiscono le più importanti associazioni di categoria (Federconsumatori, Codacons, Adusbef e Adoc) i prezzi dei servizi sono ancora molto elevati e le tariffe sono spesso poco trasparenti. E’ stato calcolato che su una spesa di 4/5 euro giornaliere, appena 1/2 euro sono da attribuirsi alle telefonate, mentre il resto deriva da arrotondamenti, scatti alla risposta e invio di messaggi normali o multimediali. Un Sms, per esempio, costa mediamente 15 centesimi, quando il costo di produzione è di appena 0.1 centesimi. Queste sono le ragioni per cui Intesaconsumatori ha proclamato uno sciopero degli utenti per il prossimo 15 luglio. Giorno in cui si invitano tutti i possessori di cellulare a non usare il proprio telefono dalle ore 12 alle 14. Una protesta che dovrebbe costare, secondo le stime, almeno 500 milioni di euro agli operatori.

Autore: ITespresso
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