Il succo gustoso di Mwc 2014

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MWC 2014 è la più importante fiera europea di respiro mondiale nell’ambito Tlc. Anche in questa edizione ha offerto indicazioni preziose sul mercato della mobility e delle Reti. Un succo concentrato per indirizzare le scelte sia per il business, sia come consumatori di informazione con i nostri device

Mobile World Congress 2014 si conferma, anche quest’anno, l’ultima fiera di respiro ‘ultra-europeo’ del Vecchio Continente. Espressione non solo delle proposte consumer nel comparto della mobility, ma anche degli sviluppi e del business nel comparto delle infrastrutture di Rete. Un mix che con app, cloud e social rappresenta aspetti dello sviluppo IT in grado di coinvolgere il pubblico degli addetti ai lavori, come anche semplicemente gli appassionati. Il prezzo per partecipare alla fiera è elevato, molto elevato, superiore in tanti casi ai 1.000 euro. Ma Gsma, l’ente organizzatore, da sempre modula con attenzione le possibilità di ingresso per gli addetti ai lavori e quest’anno ha lasciato comunque ampio spazio a qualsiasi tipologia di blogger in grado di riverberare in velocità e ad alto volume l’eco degli annunci nella Rete. MWC 2014 vive anche di questo.

Le casse della municipalità della Catalunya ‘gongolano’. Barcellona è sempre più il centro di eventi e manifestazioni di respiro internazionale, e un evento come MWC 2014 genera un indotto intorno a 350 milioni di euro in quattro giorni. C’è qualche provincia italiana che se la sente di raccogliere la sfida di quest’isola di benessere spagnolo? Di certo per quanto riguarda l’organizzazione complessiva dell’evento e la logistica, se qualcosa si può migliorare, partiamo comunque da livelli a noi sconosciuti. Chi ha la responsabilità di Expo 2015, che speriamo sia un successo italiano, farebbe bene a studiare anche il modello di questa fiera che continua a stupire, proprio per la sua capacità di far ‘resistere’ il concetto di fiera.

MWC 2014
In oltre 8 padiglioni, pieni, tutta la mobility. Smartphone, tablet, tecnologia indossabile, app, sistemi di pagamento in mobilità, reti e social, incubatori di idee. Un modello di efficienza ma con attenzione agli economics.

 

La criticità di fondo, anche di questa edizione, è sempre la stessa: con la concentrazione degli annunci in quattro giorni il rischio è di bruciare l’attenzione del pubblico. Abbiamo ascoltato la voce di vendor soddisfatti, ma tanti accusano proprio questo fenomeno e si chiedono il senso di portare novità importanti qui, tutte in un colpo, quando poi si devono condividere le pagine dei media con gli annunci di altri vendor, nel rumore generale.

Così nel comparto smartphone c’è chi sceglie di presentare qualcosa, ma non i modelli di punta (Htc, e Acer e LG per esempio); chi si gioca la carta della novità assoluta (Nokia con Android), gli outsider interessantissimi (gli smartphone Ubuntu), i fuoriclasse che pur non dominano il mercato (la proposta Sony con Xperia Z2), e anche chi prova ad anticipare possibili sviluppi nel mercato delle Cpu sposando l’offerta Intel (Asus sarà tra i primi produttori a rilasciare device con architettura a 64 bit Intel, insieme a Dell e Lenovo). Impossibile non notare chi sfrutta l’effetto attesa, e la coincidenza della fiera, con i propri programmi di rilascio, per presentare l’ennesima declinazione del proprio smartphone leader di mercato (Samsung con il Galaxy S5), bellissimo, non stupefacente, quasi esempio perfetto di interpretazione del momento. Vediamo perché.

MWC 2014 – dove va il mercato consumer e business

Nel 2013 si sono venduti oltre un miliardo di smartphone, il 60 percento di tutti i telefoni portatili. C’è spazio ancora per crescere, soprattutto nei mercati emergenti. Si assiste però anche al livellamento della proposta, al centellinare la novità di peso, perché si tiene il passo degli altri vendor solo con la proposta continua di nuovi modelli. Si delineano le linee di prodotto, in due, al massimo tre categorie: la super lussuosa, quella di fascia media e l’entry level, magari con sistemi operativi alternativi, magari da proporre solo sui mercati emergenti. Noi abbiamo percepito il timore di alcuni vendor di essere rimasti indietro nello sviluppo dei tablet e quindi di una proposta più debole nel convincere il consumatore a sposare la propria linea di prodotto. Intanto la cosiddetta ‘tecnologia indossabile’ è ancora solo agli inizi, al di là dei battage del marketing.

Tanti smart-watch, sì, chi ha il comparto ricerca e sviluppo più nutrito può crescere e sperimentare anche con proposte interessanti (Samsung di sicuro, ma anche Sony, Htc a Natale), di certo siamo tra coloro che consigliano di lasciar maturare il comparto prima di aprire il portafoglio. C’è certo spazio per chi ha buone idee e sviluppa sistemi indossabili di ogni tipo (I’m tracer – ne parleremo – ci è sembrata un’idea tanto semplice quanto efficace). A MWC 2014, nei padiglioni Fira Gran Via, non ci ha stupito – ma impressionato sì- l’assoluto predominio di Android. Che con gli annunci di Nokia sembra essersi rosicchiata anche parte della quota Windows Phone.

Tra gli operatori di rete B2B le parole d’ordine sono NFV e 5G. Di NFV non è la prima volta che ne parliamo. Il concetto praticamente va a braccetto con quello che alcuni vendor chiamano il software defined network. In pratica è la possibilità di disaccoppiare le funzionalità di rete – dal NAT ai DNS, dal firewall all’intrusiong detection – dall’appliance hardware, per gestirle completamente su uno strato software. Sono impegnati tutti i vendor più importanti. Alcatel-Lucent, Huawei, Zte, Ericsson solo per citarne alcuni. Di questi, chi opera nel panorama italiano ci ha confidato che il problema delle nostre infrastrutture è tuttaltro che secondario, che le nuove infrastrutture rappresentano sì una vera occasione di crescita per la propria azienda, ma anche che la nostra Agenda Digitale si allunga fino a somigliare sempre più a un’impossibile Ricerca del tempo perduto e ha bisogno più che mai di vedere qualche segno di spunta sulle cose fatte. Per ora si stanno accumulando ritardi siderali, e a MWC 2014 nel confronto con i colleghi europei vengono percepiti a tinte forti.

Un altro grande tema a MWC 2014 è stato quello della democraticizzazione della Rete. Possiamo riassumere quello che pensiamo in poche righe. Non crediamo che Mark Zuckerberg con il suo progetto Internet.org sia un filantropo, come non crediamo che lo sia nessuno di coloro che prima ha giustamente seguito le proprie strategie di business, con o senza scrupolo alcuno, e poi si accorge che tante cose belle devono davvero essere per tutti. La verità unica è che una volta ‘digeriti’ i dati di miliardi di persone del mondo ricco, per mantenere le proprie posizioni bisogna fare in modo di arrivare primi a digerire quelli degli altri 2/3 della popolazione del pianeta. Insomma, bisogna portarsi avanti. In fondo se si vuole guardare bene anche l’acquisizione di What’s App è coerente con questa idea di fondo, ‘legittima’, purché la si inquadri nel giusto contesto: “E’ semplicemente il business, bellezza!”.

Oltre a tutte le novità di prodotto, già su ITespresso, nei prossimi giorni proporremo i nostri approfondimenti e i commenti, in video, sulle novità più importanti con le riflessioni dei protagonisti.

 

Scopri come i tablet stanno cambiando il business (i.p.)

 

 

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