Il titolo di Twitter è salito troppo rapidamente

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Twitter in calo del 13%: nubi all'orizzonte nell'economia digitale?
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Le società d’analisi, dopo il calo del 13%, si domandano: ma il titolo di Twitter è salito troppo rapidamente? Chi teme un effetto a cascata per i titoli legati al Web. E chi crede che nel 2014 le valutazioni continueranno a crescere

Il titolo di Twitter era salito, ma adesso ha perso il 13% – il calo più forte dopo il boom del debutto al New York Stock Exchange (Nyse) – in seguito al downgrade di Macquarie Capital, che ha senteziato che il titolo è andato “troppo lontano, troppo velocemente”. le società d’analisi ora si domandano: ma il titolo di Twitter è salito troppo rapidamente? Interrogativo che ne apre altri, a cascata: dopo il boom dei titoli Web, gli investitori temono in un “effetto a catena”.

In effetti nella seconda metà del 2013 alcuni titoli si sono impennati, dopo i buoni risultati delle trimestrali. Il titolo di Twitter era balzato del 40%, quando Macquarie a New York ha abbassato il rating da neutrale ad underperform: “Pensiamo che Twitter abbia un brillante futuro e molte opportunità da cogliere, tuttavia niente che sia successo negli ultimi 15 giorni giustifica l’aumento nelle valutazioni“.

Il rally aveva valutato l’azienda senza profitti di San Francisco a quota 41.6 miliardi di dollari: sopra Time Warner Cable o Viacom. Ma se Facebook e Netflix sono le stelle dell’anno, i titoli di altre aziende Web potrebbero registrare un declino. Twitter beneficerà dell’aumento del mobile-advertising, ma necessita ancora di crescere: per esempio ha la metà degli impiegati di Facebook.

I record di Facebook, Google e Netflix poggiano su solide base. Ma perché Yelp e Pandora sono triplicate? Il guadagno di Twitter pari al 160%: forse troppo anche per un astro nascente nella S-economy. Snapchat e Pinterest ricevono iper-valutazioni sebbene in rosso. Forti di valutazione sopra il miliardo e pronte per sbarcare in Borsa sono anche Uber e Square: secondo CB Insights, sono 26 le aziende USA che scalpitano per la quotazione. Ma c’è chi teme un déjà vu: la bolla della fine anni ’90, culminata con lo sboom del 2000, quando Webvan valeva 388 volte il fatturato del 1999 e VerticalNet 268 volte. Multipli stratosferici che non fanno presagire il meglio, visto che Twitter vale 73 volte i suoi ricavi, mentre Google, Netflix e Salesforce.com viaggiano sotto le 10 volte il fatturato annuale. Anche se Morgan Stanley mette le mani avanti: oggi la pubblicità in Rete, l’e-commerce e i viaggi online sono decisamente più sviluppati e prevasivi che negli anni scorsi.

Inoltre le IPO del 2013 sono state decisamente meno di quelle del ’99. LinkedIn ha perso il 14% e poi è raddoppiata: segno che a Wall Street nessuno ha perso la testa per le aziende del Web. Dunque, nel 2014 le valutazioni potrebbero ancora salire.

Twitter in calo del 13%: nubi all'orizzonte nell'economia digitale?
Twitter in calo del 13%: nubi all’orizzonte nell’economia digitale?
Autore: ITespresso
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