Il tocco verde di Hp arriva allo storage

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Versione Hp del tema attuale del risparmio energetico nei data center. Il
primo nastro per sistemi blade

Offensiva verde anche per Hp. Non solo server , ma anche storage per data center. Non solo ecocompatibilità , ma anche risparmi su costi e Tco. Le novità americane di Hp dell’area Storageworks hanno trovato eco anche in Italia con nuovi modelli enterprise dell’area midrange (Eva) e con l’arrivo delle unità a nastro nel formato Lto-4. In Hp accompagnano gli annunci dei nastri con due precisazioni. La società, come del resto Ibm, li produce direttamente . E poi, rispetto a un disco che va continuamente alimentato, nessun sistema di archiviazione di dati è più ecocompatibile di un nastro per la conservazione dei dati al lungo termine.

Al di là di quella che è quasi un battuta, i responsabili di Hp Italia per lo storage sottolineano il fatto che i sistemi a disco Storageworks Eva 4100, 6100 e 8100 possono arrivare a far risparmiare nei data center anche il 50% dei costi di raffreddamento e alimentazione e citano uno studio secondo il quale dal 37 al 40% dei consumi energetici di un data center dovuti all’hardware dipende dalle unità di storage. Il risparmio energetico si accompagna all’incremento delle prestazioni dei nuovi Eva ( + 24%) che portano la capacità totale a 120 Tera e vanno direttamente a scontrarsi con il Clariion Cx3 di Enc e i modelli con controller Engenio di Ibm. L’apporto tecnologico originale di Hp sta in un nuovo sistema di commutazione dei collegamenti tra controller e unità a disco (switched backend) e in un nuovo sistema software di monitoraggio e di gestione dinamica della capacità che, secondo il modulo del thin provisioning delle risorse It, consentirà alle aziende di raddoppiare il tasso di utilizzo delle capacità di storage e rimandare in là nel tempo ulteriori investimenti per l’acquisto di dischi addizionali.

Quanto ai nastri, colpisce l’annuncio che Hp sia riuscita a realizzare una unità a nastro per sistemi blade, anche se in formato Lto-2. L’ingresso di unità a nastro in sistemi blade, nel caso specifico i Bladesystem C-class dà un ulteriore spallata alle spese energetiche.

I passi avanti verso un data center verde gestibile in maniera light-out per 24 ore al giorno e per sette giorni alla settimana trovano un ambiente di test all’interno di Hp stessa, che sotto la guida del Ceo Mark Hurd ha messo mano dallo scorso anno alla catena dei suoi 85 data center mondiali riducendoli a tre, o se vogliamo a sei comprendendo anche i siti di disaster recovery. I data center sono tutti negli stati Uniti. Con la nuova strategia sui data center interni Hp ridurrà del 50% i costi energetici per alimentazione e raffreddamento, l’equivalente dell’energia elettrica consumata in un anno dal quartier generale dell’azienda di Palo Alto. Non solo una questione di ecocompatibilità, ma anche di efficienza aziendale interna e in ultima analisi a favore dei clienti.

Autore: ITespresso
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