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Giustizia

Il tribunale di Milano impone un filtro a Google Suggest

Google è stata condannata perché suggeriva l’aggettivo “truffatore” accanto al nome di un imprenditore. Serve un filtro per l’Autocomplete

Un tribunale italiano condanna il servizio Google Suggest perché al nome di un imprenditore associava l’aggettivo “truffatore“. Google dovrà dunque filtrare i suggerimenti, per evitare queste gaffes involontarie, come già successo in Svezia, Francia e Brasile. I suggerimenti “calunniosi” vengono visti come “aggressivi” e lesivi dell’onore, dunque il tribunale di Milano impone a al motore di ricerca il filtro ai suggerimenti per scremare i risultati della funzionalità Suggest.

Google Suggest si basa su associazioni statistiche, ma – come tale – può trarre in inganno. Il giudice di Milano rigettando il ricorso di Mountain View ha condannato Google a rimborsare 1.500 euro per i diritti lesi e 2.300 per onorari vari e spese legali. Nel caso dell’imprenditore il suggerimento era non veritiero e diffamatorio, lesivo del suo onore, della sua immagine pubblica e professionale. Per tale motivo ha fatto richiesta di rimozione dal servizio Suggest per via giudiziaria, chiedendo un risarcimento per ogni giorno di ritardo nell’adempimento dell’ordine del giudice.

Google ha risposto: “Siamo delusi per la decisione del Tribunale di Milano. Riteniamo che Google non debba essere considerata responsabile per i termini che appaiono in Autocomplete in quanto vengono previsti attraverso algoritmi che si basano sulle ricerche effettuate in precedenza dagli utenti, non vengono identificati da Google stessa. Al momento stiamo valutando le opzioni a nostra disposizione“.

Google Suggest condannata dal tribunale di Milano

Google Suggest condannata dal tribunale di Milano

ITespresso
Autore: ITespresso
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