Il vecchio sistemista è finito, ora spazio al sistemista 4.0

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Mariano Cunietti, cto di Enter, durante l’OpenStack Days tenutosi presso la sede di Enter a Milano, spiega l’approccio nuovo al mercato Ict e del come non si debba temere l’arrivo delle macchine

Il vecchio sistemista deve evolversi, studiare ed evitare di adagiarsi perché con l’evoluzione attuale rischia di fare la fine del sacrestano di una parrocchia che si illude di avere potere, ma se resta senza le chiavi, ha perso tutto e non può più entrare in chiesa. E’ Mariano Cunietti, cto di Enter, a fare questo paragone calzante durante l’OpenStack Days tenutosi presso la sede di Enter a Milano.

Con il cto si è parlato di evoluzione digitale, di intelligenza artificiale, di lavoro che cambia, di IoT, di cloud e di come il mercato si stia prendendo carico di questi cambiamenti repentini. Durante l’evento OpenStack, che ha visto la presenza di circa 200 persone, che si tiene anche all’estero, Enter spiega che si è iniziato a fare OpenStack per vendere l’infrastruttura, permettendo di esporre anche i servizi che prima venivano venduti attraverso i commerciali. “Oggi i clienti trovano tutto online e lo possono acquistare – spiega – l’innovazione ha di fatto sbloccato questa realtà e aumentato i consumi. Quindi facilità e disponibilità del servizio, facilità nella costruzione delle infrastrutture che implementano il consumo. Il cloud ha abilitato le funzionalità su cui appoggia l’infrastruttura in modo automatizzato grazie al fatto che il cloud parla direttamente su software, di fatto sono macchine che comandano altre macchine”, spiega Cunietti.

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Insomma, sembra proprio di capire che le novità tecnologiche stiano ribaltando la scena e portino sempre di più un cambiamento anche a livello lavoratori, oltre che infrastrutturale. “Cambia il mondo del lavoro – spiega – alcune figure saranno distrutte: il sistemista per ora non viene divorato ma per come sarà gestito il lavoro, sarà scontato pensare che sarà più efficiente, per un software, gestire l’infrastruttura. Sono convinto – spiega –che la manualità si ridimensionerà perché l’industrializzazione si incrementerà attraverso l’aumento dell’efficienza delle macchine”.

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La velocità e la riduzione sempre più spinta degli errori anche nella trascrizione di codici sono le condizioni alle quali ogni sistemista dovrà approcciare. Si cambierà metodo di lavorazione e industrializzazione per  arrivare a nuove figure di sistemista, una nuova generazione che conosce il processo, utilizza strumenti di programmazione evoluti: si sta parlando di Devops: pratiche di sviluppo, perfettibilità dei codici verso un approccio artigianale e individuale, dove vinca il knowledge che le persone hanno contribuito a sviluppare.

Secondo Cunietti, stiamo diventando sempre più una società cibernetica, una società cioè che passa da un “penso, produco e rilascio” a una “penso, realizzo, elaboro feedback e correggo”, una interazione che preveda empatia che per l’utilizzatore va sotto il nome di cibernetica.

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