Il venture capital italiano parla in hi-tech

Workspace

Il bilancio del 2001 nel report dellAifi. Svettano le Tlc, seguite da manifatturiero, energia e Internet

LAifi – Associazione italiana degli investitori istituzionali nel capitale di rischio – ha presentato un report sul Mercato italiano del private equity e venture capital nel 2001. Rispetto al 2000, lo scorso anno ha fatto registrare una contrazione consistente, pari al 26%. In cifre, lammontare degli investimenti del 2001 è stato di 2.185 milioni di euro, contro i 2.968 milioni di euro dellanno precedente. Le operazioni fatte sono state 489 e hanno riguardato 364 imprese. Anche in questo caso, la flessione è stata evidente (-24%), rispetto allanno precedente. La tipologia delle operazioni ha privilegiato il buy out (pari al 47% del totale, con 1.014 milioni di euro) e lexpansion (745 milioni di euro, corrispondenti al 34% dellammontare complessivo). Le operazioni più numerose sono invece state le seed (i preliminari di una nuova iniziativa imprenditoriale) e le start up (lavvio vero e proprio della neo-attività), con un totale di 222 unità. Non indifferente anche il numero delle expansion (lo sviluppo di iniziative già avviate), con 186 unità. Rispetto alla diminuzione generalizzata nei confronti del 2000, cè stato anche un dato in controtendenza sono infatti aumentate sensibilmente le operazioni di follow on, vale a dire gli investimenti in imprese già partecipate da investitori istituzionali. Su 489 operazioni complessive, i reinvestimenti hanno raggiunto il 57% del totale dei capitali entrati in gioco, una quota molto più alta del valore del 2000 (22%). Nei confronti di due anni fa, sono però aumentati anche i disinvestimenti, che hanno toccato i 900 milioni di euro (quasi il doppio del 200). In diminuzione invece le operazioni di disinvestimento le 148 del 2001 fanno registrare un calo del 20% sul 2000. Arrivato relativamente da poco tempo in Italia, il venture capital ha risentito anche nel nostro Paese dei contraccolpi della congiuntura economica internazionale successiva ai fatti dell11 settembre. Va però detto che ormai il fenomeno ha messo radici, essendo stati superati i tempi fisiologici della crisi da rigetto. Tra tutti i comparti finanziati dal Vc, svetta lhi-tech, che continua a essere il settore di maggiore interesse per gli investitori (il 51% delle operazioni finanziarie viene fatto in questarea). Volendo fare una classifica da Formula 1, potremmo dire che il campionato dello scorso anno è stato vinto dalle telecomunicazioni, che in classifica finale hanno distaccato di pochi punti il manifatturiero e lenergia. Quarto posto per le aziende Internet, che però vincono la speciale classifica riservata alle operazioni di rifinanziamento di iniziative già avviate.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore