Il videogioco che verrà

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Il videogioco che verrà

Xbox Live che raggiunge il milione di abbonati, Nintendo che si prepara a conquistare nuovi clienti con la debuttante Game Boy Advance Sp e nel prossimo futuro (2005-2006) la nuova Playstation 3 ma anche la miniconsole Psp, ovvero PlayStation Portable, anch’essa di Casa Sony (in uscita per la fine del 2004) e destinata a battagliare con il Game Boy Nintendo. Infine, forse (ancora non è chiaro), la nuova Xbox2, anche se Microsoft continua a perdere soldi nel settore di business legato all’intrattenimento ludico. Tutto questo fervore per un mercato, come quello italico, che ancor oggi è lontano dalla saturazione e che secondo gli analisti di Idc avrà un’impennata nei prodotti venduti nel prossimo biennio 2004-2005, con una crescita ipotizzata per Playstation 2 tra il 20-25%, quasi il 30% per Xbox e più del 20% per Nintendo grazie soprattutto al nuovo Game Boy, mentre le vendite significative delle nuove games-machine arriveranno a partire dal 2006. Di fronte a questi numeri si deve essere per forza soddisfatti, ma se invece si tasta il terreno della vendita a valore si rimane sconcertati. Anche in questo caso ci viene in aiuto l’analisi di Idc che evidenzia come il fatturato generato dall’hardware dopo un brillante 2002 è via via scemato portandosi nel segno negativo sia nel 2003 (-26%) sia quest’anno (-23%) per ritornare a brillare nel 2005 (+27%) e per poi decollare nel 2006, con una crescita di fatturato superiore al 100%. Questo avverrà soprattutto grazie alle games-machine del futuro che non saranno commercializzate a prezzi modici. Alcuni osservatori sostengono infatti già oggi che la prossima Playstation 3 costerà all’utente finale circa 500 dollari, mentre la miniconsole Psp verrà commercializzata con un prezzo molto vicino ai 200 euro. Prezzi alti ma che poi, almeno per la PS3, dovrebbero abbassarsi a 200-250 dollari per la fine del 2006. Se questo è il mercato dell’hardware games il segmento software soffre invece di troppa obsolescenza. È un mercato difficile che rischia di far saltare i nervi a chi deve riempire gli scaffali. Non è la prima volta che videogiochi “urlati” come il gioco dell’anno finiscono nei grandi cestoni o nelle mega griglie di metallo, della serie la fiera dei saldi, presenti oggi in molti punti vendita della GDO/GDS. I videogiochi che non sfuggono a questa regola si possono contare sulle dita di una mano, mentre godono di maggior successo, in una logica temporale, i prodotti legati allo sport, a patto di non pensare di vendere il gioco del baseball o del football americano.

Autore: ITespresso
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