Il voto del Parlamento europeo sulla brevettabilità del software nuovamente rimandato.

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All’ultimo momento, un intoppo amministrativo fa slittare il voto al 22 settembre.

Il Parlamento Europeo ha rimandato nuovamente il voto sulla proposta di direttiva relativa alla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici, volta ad armonizzare la legislazione in materia tra i diversi paesi membri. La votazione, inizialmente prevista per giugno e poi posposta al 1 settembre, è ora fissata per il 22 settembre. I critici temono che la brevettabilità del software, attualmente protetto dalle stesse leggi sul copyright che tutelano il materiale scritto, possa ostacolare l’innovazione, soffocare lo sviluppo dell’open source e danneggiare le piccole compagnie a favore dei colossi del software. Una portavoce dell’ufficio di Arlene McCarthy, il membro del Parlamento europeo responsabile della proposta, ha dichiarato a vnunet.com che la ragione della posticipazione è stata meramente amministrativa. Ma vi sono ragionevoli dubbi che in realtà il Parlamento Europeo stia prendendo tempo per fronteggiare le violente proteste suscitate dalla direttiva proposta. La settimana scorsa la Foundation for a Free Information Infrastructure e l’organizzazione per l’open source EuroLinux hanno manifestato a Bruxelles fuori dalla sede del Parlamento. EuroLinux ha raccolto quasi 200.000 firme in una petizione contro la direttiva. Inoltre, il 25 agosto, dodici autorevoli economisti europei hanno inviato una lettera aperta al Parlamento chiedendo di non approvare la direttiva. La lettera avverte dei seri effetti dannosi sull’innovazione, la crescita e la competitività delle patenti software.

Autore: ITespresso
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