Il Web 2.0 suggerisce nuovi modi di gestire i dati

DataStorage

I dati crescono esponenzialmente ogni giorno e limitarsi ad archiviarli non è
più sufficiente: bisogna gestirli e recuperarli in modo facile e veloce. Sul
tema si confrontano Sun e Ibm.

Internet conta circa tre nuovi milioni di utenti ogni settimana e di pari passo aumenta la quantità di dati critici aziendali trasmessi. Nascono di continuo comunità di professionisti e consumatori con interessi comuni. L’utente del Web non è più un fruitore passivo di informazioni, ma contribuisce alla continua creazione di nuovi contenuti. Insomma, stiamo assistendo alla nascita di una nuova generazione di Internauti. La gestione intelligente dei dati in rete e l’offerta di servizi evoluti e sempre disponibili sono diventate una priorità per le aziende Ict. Queste tendenze sono riassumibili dai concetti di «Participation Age» e di Web 2.0. Due colossi del settore, come Sun e Ibm, propongono approcci e soluzioni differenti al problema.

Il punto di vista di Ibm

Per quanto riguarda Ibm, ad esempio, la sua nuova tecnologia “Enterprise Mash up” consente di creare applicazioni personalizzate in cinque minuti. Nel suo intervento alla PHP Conference, Rod Smith, vice president IBM emerging Internet technologies, ha infatti dichiarato che le tecnologie alla base di blog, wiki e di siti innovativi quali Google Maps e Wikipedia, che utilizzano la serie di componenti Web 2.0 disponibili gratuitamente su Internet, trasformeranno anche il modo in cui saranno sviluppate le applicazioni software aziendali. Secondo quanto affermato da Smith, la rapida adozione delle tecnologie Web 2.0 sta incoraggiando i clienti alla sperimentazione delle combinazioni dei Web Services con i dati e le informazioni esistenti dall’interno dell’azienda. Questo permetterà la creazione di nuovi software che portano l’immediatezza e la semplicità delle applicazioni Internet anche agli utenti aziendali. Questa nuova classe di applicazioni, nate da una rapida aggregazione di servizi esistenti, prende il nome di ?Mash Up?, termine che deriva dalla cultura musicale rap e hip hop nella quale è molto diffusa la pratica di miscelare diverse porzioni di brani esistenti realizzati da differenti artisti. Dal punto di vista tecnologico, le applicazioni ?mash up? sfruttano gli open standard, linguaggi come Ajax e PHP e servizi informativi (RSS e Atom) per integrare velocemente contenuti provenienti da più fonti. Rod Smith ha presentato un nuovo prototipo, denominato ?Enterprise Mashup?, mirato a questa nuova classe di applicazioni e basato sulle tecnologie Web 2.0. Grazie a questo tipo di soluzioni diventa possibile abbattere le barriere del tradizionale sviluppo applicativo utilizzando un framework in grado di integrare i Web Services di Internet (ad esempio feed di notiziari, bollettini meteo, mappe, condizioni del traffico e altro ancora), contenuti aziendali e la tecnologia wiki ottenendo applicazioni personalizzate in pochi minuti.

L’approccio di Sun

Anche Sun ha la propria visione di un nuovo modo di gestire i dati. In particolare, secondo James Whitemore, vice president del Data Management Group di Sun, oggi la sfida principale per le aziende non riguarda più le prestazioni delle infrastrutture di storage, ma l’acquisizione e la gestione di enormi quantità di dati generate da un numero crescente di transazioni e provenienti da numerose fonti, tra cui anche Internet. Bisogna perciò ripensare l’architettura dei data center. «Molte aziende hanno infrastrutture di storage molto eterogenee e complesse ormai ingestibili. In più molti dati sono spesso archiviati o, meglio, ?sepolti? in aree non protette e prive di back-up, dove rimagono inutilizzati», spiega Whitemore. «I requisiti dei data center di prossima generazione sono riconducibili a quattro categorie: gestione dei dati, controllo degli accessi, virtualizzazione e sicurezza». Per questo motivo l’acquisizione di Storagetek, completata nell’agosto 2005, è particolarmente strategica. I prodotti Storagetek andranno infatti a costituire il quarto ?pilastro? dell’azienda assieme a Java, Solaris e ai server. Le nuove linee di prodotti e servizi emerse dalla fusione StorageTek, unitamente alle nuove proposte annunciate, proiettano la società nella posizione ottimale per aiutare i clienti a gestire i volumi di dati sempre più grandi e i nuovi modi di utilizzarli che caratterizzano la Participation Age del Web 2.0. “Se il Web 1.0 puntava tutto sulla elaborazione in rete, il Web 2.0 pone eguale accento sui dati”, ha dichiarato Mark Canepa, Executive Vice President, Data Management Group di Sun Microsystems Inc. “Oggi più che mai, i dati sono cruciali per lo sviluppo del business delle aziende. Gli approcci tradizionali allo storage non sono più sufficienti per consentire alle clientela di competere con successo. Sun ha delineato un nuovo approccio volto a cambiare radicalmente il modo in cui i clienti e il settore stesso si pongono nei confronti dei dati: un approccio che fa leva sulla gestione delle identità e sulla sicurezza built-in, delineando uno scenario in cui le applicazioni sono in grado di identificare autonomamente i dati in qualunque fase del loro ciclo di vita”. Alla luce quindi delle innumerevoli problematiche tecniche e di business che le aziende si trovano ad affrontare, dalla complessità dei data center fino alla crescita esponenziale dei costi della gestione dati e alla conformità normativa, Sun intende continuare a investire nella sicurezza della gestione dati, nel software, nelle soluzioni eterogenee basate su disco e nastro, e in altre tecnologie innovative come Project Honeycomb, una nuova classe di prodotti destinati a rivoluzionare il modo in cui le applicazioni cercano, recuperano e utilizzano i dati.

Conclusioni

Oggi le fonti e i modi disponibili per generare dati sono aumentati considerevolmente. Basti pensare a Internet che offre ogni giorno nuove soluzioni e nuove potenzialità, la maggior parte delle quali legati alla generazione e alla gestione di contenuti. Sono troppe le fonti da gestire così come risulta sempre più complicato destreggiarsi nell’immensa mole di dati generata quotidianamente anche dall’azienda più piccola. Sono quindi necessari nuovi strumenti e nuove metodologie. Ibm e Sun già da tempo hanno iniziato a muoversi e, ciascuna a modo suo, propone soluzioni interessanti. Sun per esempio ha sviluppato una serie di soluzioni e proposte che dovrebbero dare vita ai nuovi Data Center del futuro, e il recente acquisto di StorageTek rappresenta un tassello fondamentale in questa nuova strategia. Ibm, invece, risponde con la sua nuova tecnologia “Enterprise Mash up “, che consente di creare applicazioni personalizzate in cinque minuti, rendendo possibile abbattere le barriere del tradizionale sviluppo applicativo e utilizzando un framework in grado di integrare i Web Services di Internet, contenuti aziendali e la tecnologia wiki. Insomma, il futuro è ancora tutto da scrivere, ma qualcuno si sta già muovendo.

Autore: ITespresso
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