Il Web di Yahoo! è acquistato da Verizon per 4,8 miliardi di dollari

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La trimestrale di Yahoo! batte le attese
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Verizon, la regina delle Telco, con oltre 100 milioni di clienti nel wireless, ora fonderà Yahoo! con AOL, per competere contro Google e Facebook nell’advertising digitale. Un mercato che vale 187 miliardi di dollari

C’è stato un tempo in cui Microsoft avrebbe acquisito Yahoo! per 45 miliardi di dollari. Questa cifra da capogiro veniva offerta dal colosso di Redmond nel 2008. Ere geologiche fa nel mondo IT e nella finanza, parliamo infatti dei mesi che precedettero la crisi 2008-2009. Oggi Verizon compra le attività Web di Yahoo! per 4,83 miliardi di dollari. Quasi un decimo, segno che la ricetta del Ceo Marissa Mayer, a partire dall’acquisizione di Tumblr, è stata un flop. A valere tanto rimangono gli asset cino-nipponici di quel che resta del portale di Sunnyvale, pioniere americano dei motori di ricerca: Yahoo! rimarrà infatti con la quota (15%) nel sito di e-commerce cinese Alibaba e 35.5% in Yahoo Japan, il cui valore di mercato combinato è pari a circa 40 miliardi di dollari.

Verizon, la regina delle Telco, che ha speso 170 miliardi di dollari in takeover in un decennio, ora fonderà Yahoo con AOL, per competere contro Google e Facebook nel mercato dell’advertising digitale, un settore che vale 187 miliardi di dollari. AOL venne acquisita per 4,4 miliardi di dollari, ma Verizon possiede anche Go90, servizio dedicato ai Millennials.

Il Web di Yahoo! è acquistato da Verizon per 4,8 miliardi di dollari
Il Web di Yahoo! è acquistato da Verizon per 4,8 miliardi di dollari

Yahoo! venne fondata nel 1994 da due brillanti studenti dell’Università di Stanford. Un laureato di Stanford School of Engineering, Jerry Yang, immigrato di Taiwan con il pallino per la matematica, e David Filo, programmatore della Louisiana, crearono la directory di link chiamata “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web”, la guida di Yang e Filo alla Rete. L’anno dopo riceveva l’investimento di Sequoia Capital nella startup, e nominava CEO Tim Koogle, ex Ceo di Motorola. All’epoca dello sboom delle dot-com, come venne chiamato il crollo della New economy nel 2000, Koogle venne sostituito con Terry Semel, in precedenza co-CEO di Warner Brothers.

Yahoo!, pioniera dei motori di ricerca americani, distrusse i motori di ricerca come NortherLight e Lycos. Ma di lì a poco sarebbe nata la vera star dei search engine, Google, fondata da Larry Page e Sergey Brin, basata su algoritmi matematici, guidata come un triumvirato insieme al Ceo Eric Schmidt. Il business del text advertising divenne la gallina delle uova d’oro, in grado di fare ombra a Yahoo!. L’advertising sui motori di ricerca vale da solo 100 miliardi di dollari. Il declino del portale di Sunnyvale iniziava allora, ma si acuì con lo sbarco in Borsa del motore di ricerca di Mountain View. La popolarità del Mobile, dell’advertising online e dei social media diededero il colpo di grazia a Yahoo!, che disse di no all’OPA da parte di Microsoft (per firmare un accordo decennale, con cui lasciava spzio a Microsoft Bing), senza sapersi reinventare nell’era Mobile e social.

Yahoo! fu vicinissima ad acquisire Facebook nel 2006, ma Semel si sarebbe alienato le simpatie di Mark Zuckerberg quando abbassò l’offerta da un miliardo a 850 milioni di dollari. Yang prese il posto di Semel, rifiutò l’OPA da quasi 45 miliardi di dollari lanciata da parte di Microsoft, e venne poi sostituito da Carol Bartz, che, nel ruolo di Ceo, seguì la trattativa con il Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, per portare l’algoritmo di Bing su Yahoo!, nel patto decennale con il colosso di Redmond. Quello fu l’epigono del sito come motore di ricerca. Carol Bartz venne licenziatacon una telefonata, poi, dopo un periodo complesso, arrivò da Google il Ceo Marissa Mayer che lascia però Yahoo! coi conti in rosso, nonostante i guadagni fatti con la cessione di Alibaba. L’accordo con Alibaba fu invece il capolavoro di Jerry Yang.

Google e Facebook sono i siti più trafficati al mondo, detengono il 43% delle vendite pubblicitarie digitali al mondo, secondo eMarketer. Yahoo è il settimo sito con l’1.5%.

Il Ceo Marissa Mayer ottiene un paracadute da 50 milioni di dollari, in contanti ed azioni. Ma dice di voler restare: “La vendita delle attività operative è un passo importante del nostro piano di creazione di valore per gli azionisti“.


Verizon conta 112.6 milioni di clienti nel wireless
. L’accordo dovrebbe chiudersi nel primo trimestre 2017.

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Autore: ITespresso
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