Il WiMax italiano tira le somme

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Undici imprese si sono aggiudicate 35 licenze per sfruttare le frequenze della banda larga senza fili

Il Ministro Paolo Gentiloni ha dichiarato chiusa l’asta WiMax, che in Italia ha avuto un iter complesso e a ostacoli. L’asta WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) nella b anda 3.4-3.6 Ghz ha asssegnato le licenze (14 macroregionali e 21 regionali) per una cifra complessiva di 136.337.000 euro, con un premio record del 176% sulla base d’asta. Undici imprese si sono aggiudicate 35 diritti d’uso delle frequenze della banda larga senza fili che promette di a bbattere il Digital divide i taliano.

Le frequenze WiMax erano detenute dal Ministero della Difesa e la loro liberazione è stata lunga e complicata, facendo slittare la gara WiMax di molti mesi rispetto al resto d’Europa. Il bando, dopo vari rinvii e tentativi di stop presso il Tribunale, era stato pubblicato lo scorso ottobre con 179 offerte in gara. Il resto è cronaca recente.

Tra gli 11 vincitori, quattro operatori sono di grandi dimensioni (Ariadsl, AFT Linkem, E-Via Group Retelit e Telecomo Italia) e sette più piccoli. Le frequenze WiMAX in Sicilia portano il nome di Temix, MediaNET e Gruppo Franza, la cordata regionale che, insieme a Ariadsl e AFT, è uscita vincitrice dall’asta indetta dal Ministero delle Telecomunicazioni. Regina della gara per la banda larga senza fili è stata Ariadsl, vittoriosa nelle macroregioni dell’area due (Valle d’Aosta-Piemonte-Liguria-Toscana), area quattro (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e in Sicilia. eVia (gruppo Retelit) si è aggiudicata l’area due, e Telecom l’area quattro. AFT Linkem e a Tourist Ferry Boat, oltre ad Ariadsl, hanno espugnato la Sicilia. Le licenze sarde vanno a Telecom, Ariadsl e AFT Linkem.

Le licenze dureranno 15 anni, rinnovabili, ma non saranno cedibili; due licenze avranno diritti d’uso su sette macroregioni (Lombardia e Pr. Autonome di Trento e Bolzano; Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Toscana; Friuli, Veneto, Emilia Romagna e Marche; Umbria, Lazio, Abruzzi e Molise; Campania, Puglia, Basilicata e Calabria; Sicilia; Sardegna), mentre la terza licenza, per chi non detiene quella Umts, è su base regionale; le 3 licenze delle frequenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz avranno a disposizione archi di frequenza di 2×21 MHz; non c’è l’obbligo di wholesale, ma il ministero punterebbe su intese tra operatori; i gestori dovranno completare l’uso delle frequenze entro 30 mesi dall’assegnazione e, in caso contrario, dovranno metterle a disposizione di terze parti.

Autore: ITespresso
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