Il WiMax ormai è una realtà

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Il 2 febbraio è già possibile in Umbria utilizzare questa nuova tecnologia a banda larga. La “sicurezza” connessa alla rete telematica

Dal 2 febbraio parte ufficialmente i l Wi-Max, tecnologia a banda larga senza fili dalle molte promesse. Difatti l’operatore Aria (ex Ariadsl), il solo ad essersi aggiudicato licenze per una copertura nazionale, comincera’ dall’Umbria su 21 comuni, poi in seguito coprira’ alcuni comuni in Puglia, Toscana, Lombardia e Veneto.

Tutto dipendera’ dai permessi per le antenne che dovranno essere rilasciati dalle amministrazioni comunali. Le offerte si aggireranno intorno alle 15 euro al mese con iniziative promozionali per i primi tre mesi.

Wi-Max e’ acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access ed e’ un sistema basato sullo standard IEEE 802.16. Tale tecnologia ha la possibilita’, al pari di altre tecnologie wireless, di essere utilizzata su molti tipi di territorio (si possono utilizzare sistemi Wi-Max in ambienti dall’urbano al rurale).

Ovviamente con l’avvento di questa nuova tecnologia wireless il problema della sicurezza assumera’ sempre maggior rilievo.

La “sicurezza” connessa alla rete telematica puo’ essere considerata una disciplina mediante la quale ogni organizzazione che possiede un insieme di beni, cerca di proteggerne il valore adottando misure che contrastino il verificarsi di eventi accidentali o intenzionali che possano produrre un danneggiamento parziale o totale dei beni stessi o una violazione dei diritti ad essi associati. Un bene puo’ essere un’informazione, un servizio, una risorsa hardware o software e puo’ avere diversi modi possibili di interazione con un soggetto (persona o processo). Se, ad esempio, il bene e’ un’informazione, ha senso considerare la lettura e la scrittura (intesa anche come modifica e cancellazione); se invece il bene e’ un servizio, l’ interazione consiste nella fruizione delle funzioni offerte dal servizio stesso.

Naturalmente e’ chiaro che in un sistema complesso nel quale interagiscono piu’ soggetti, la sicurezza potra’ essere garantita solo se: le azioni lecite che ciascun soggetto puo’ eseguire interagendo con i beni cui puo’ accedere tramite la rete, saranno correttamente individuate e definite; il sistema verra’ definito in tutti i suoi aspetti (tecnici, procedurali, organizzativi, ecc.), in modo tale che le possibili azioni illecite, eventualmente attuate sia da parte di estranei che di utenti della rete, siano contrastate con un’efficacia tanto maggiore quanto piu’ elevati sono i danni conseguenti all’azione illecita considerata.

Il soddisfacimento delle due condizioni richiede lo sviluppo di una politica di sicurezza nell’ambito della quale: venga scelto, con il criterio del minimo danno per un ente, l’insieme delle autorizzazioni che specificano i modi di interazione leciti di ogni soggetto con i beni cui si puo’ accedere tramite la rete; vengano selezionate, applicando al sistema una metodologia di analisi e gestione dei rischi, le contromisure di tipo tecnico, logico (dette anche funzioni di sicurezza), fisico, procedurale e sul personale che permettano di ridurre a livelli accettabili il rischio residuo globale.

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Autore: ITespresso
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