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Nato come oggetto di lusso, il navigatore satellitare sta velocemente diventando un prodotto di largo consumo grazie alla discesa continua del prezzo e alle funzioni sempre più sofisticate e di facile utilizzo

Con le nuove generazioni di navigatori satellitari Gps (Global positioning system), sempre più precisi e accurati, siamo in grado di sapere in ogni momento dove siamo e dove si trova il luogo che cerchiamo. Non è cosa da poco. La tecnologia di questi dispositivi, ormai quasi di uso comune tra amici e conoscenti, si è evoluta nel corso degli anni, grazie agli investimenti dei governi, soprattutto di quello statunitense, che ne avevano bisogno per scopi inizialmente solo militari, ma che poi sono sfociati nel civile. Dagli esordi del primo navigatore apparso negli anni Venti del secolo scorso, nato per rendere più sicura la navigazione marittima, molta strada è stata fatta. Allora il sistema si avvaleva solamente di trasmettitori terrestri. Oggi si parla di satelliti che girano sopra la nostra testa e forniscono i riferimenti necessari. L’evoluzione tecnologica ha continuato la propria corsa riuscendo a realizzare sistemi sempre più economici e utilizzabili da tutti. Molte case automobilistiche in un primo tempo hanno reso disponibili i navigatori satellitari solamente all’interno dei modelli extra lusso. Oggi stiamo assistendo all’integrazione del navigatore anche su auto di medio livello, destinate al grande pubblico. Il cambiamento è avvenuto grazie anche alla possibilità di separare la parte hardware da quella software, e alla realizzazione di programmi per la navigazione utilizzabili su diversi dispositivi: dal computer portatile al Pda, dal telefono cellulare allo smartphone. Non dimentichiamo, inoltre, i sistemi standalone per auto, oggi a prezzi decisamente abbordabili. Il 2006 verrà ricordato come l’anno in cui potrebbe essere messa la parola fine al dominio dei satelliti americani e del relativo sistema Gps. Lo scorso 28 dicembre è stato infatti lanciato il primo satellite targato “Europa” che ha l’ambizione di porre le basi di un sistema di navigazione satellitare alternativo al Gps, e destinato esclusivamente per impieghi civili. Il sistema Galileo, nome più che appropriato, è nato grazie alla collaborazione tra Unione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa) e vedrà il lancio di una trentina di satelliti entro il 2008. Da quel momento, se tutto andrà secondo i piani e non verranno a mancare i finanziamenti, l’Europa avrà un proprio sistema che si affiancherà a quello americano (Gps), e a quello russo (Glonass). Secondo gli esperti dell’ESA, la tecnologia usata da Galileo, fortemente innovativa, dovrebbe garantire un flusso continuo e sicuro di dati, cosa che non accade oggi. Il punto di forza del sistema è l’utilizzo di un orologio atomico che dovrebbe assicurare una precisione elevatissima. Il contributo dell’Italia, in questo frangente, è stato significativo: l’orologio atomico, alla base del sistema, è stato prodotto dall’industria italiana. Con l’avvio di Galileo, l’Europa entra finalmente in lizza e potrà creare quella sana concorrenza che fino ad oggi è mancata. Il prossimo satellite verrà lanciato a primavera.

I sistemi di navigazione satellitare per uso civile hanno trovato terreno fertile soprattutto nell’ambito della navigazione stradale. In commercio ce ne sono tantissimi modelli, da quelli fissi a quelli mobili, la cui differenza più evidente è il tipo di installazione cui sono soggetti. Il navigatore fisso, integrato nell’auto, è sicuramente una grande comodità, perché montato direttamente dalla casa automobilistica e perfettamente inserito nel cruscotto. Una buona alternativa è costituita dai navigatori integrati nell’autoradio, con uno schermo a cristalli liquidi estraibile o fisso. Questo consente di avere uno schermo piuttosto ampio e con un’ottima visibilità. Spesso inoltre questi sistemi si avvalgono della tecnologia tipo touch screen: è sufficiente toccare con il dito la superficie del display per effettuare la scelta. Un altro punto a favore è la possibilità di installare l’antenna nel punto di maggiore ricezione. Per esempio, sul parabrezza o sul tetto del mezzo. Come già accennato, però, per chi non ha questa possibilità, le alternative oggi ci sono. E sono molte e anche a prezzi interessanti. Il navigatore può essere inserito su un computer portatile, su un maneggevole Pda, o su uno smartphone. Ci sono pure ottimi sistemi stand-alone. La prima soluzione, il notebook, è forse la modalità più scomoda. Perché è pur sempre un apparecchio di certe dimensioni, che deve essere adeguatamente caricato prima del viaggio, oppure stare costantemente attaccato alla presa dell’accendisigari. Bisogna inoltre acquistare il software per la gestione delle mappe e un ricevitore Gps da collegare al computer atraverso la porta Usb o seriale. Una soluzione più pratica è costituita dal navigatore montato nel Pda. Il palmare ingombra meno e può essere installato attraverso sistemi specifici al cruscotto. Molti produttori, basti pensare a Hewlett Packard, hanno messo a punto soluzioni complete molto interessanti. Comprendono il Pda, il ricevitore Gps, il software di navigazione e la cartografia, che può essere ulteriormente ampliata scaricando da Internet i file con le mappe che servono. In genere viene fornita la cartografia dell’Italia su schede pre-caricate, in alcuni casi pure quella europea, o perlomeno quella delle principali strade e città. Nel kit viene fornito generalmente l’accessorio per montarlo sull’automobile. Il palmare con navigatore sta diventando una scelta molto diffusa, anche perché si acquista un apparecchio, il Pda, che fornisce ben altro oltre il navigatore! I prezzi variano da circa 100 euro in su. Bisogna però fare attenzione al momento dell’acquisto: per avere un sistema valido, sia come navigatore sia come Pda, è preferibile orientarsi su modelli non eccessivamente economici. Tra i punti da considerare con maggiore attenzione, c’è per esempio, la memoria di base disponibile. Se è troppo poca, non riuscirà a contenere le mappe dettagliate e potremo essere costretti a liberare spazio o, peggio ancora, a caricare la cartografia a pezzi. Una soluzione alquanto scomoda, se uno sta viaggiando. Ancora meno ingombrante è il navigatore Gps collegato al telefono cellulare. Deve essere un modello tipo smartphone, di ultima generazione, in grado di accogliere il ricevitore. Questa soluzione è sicuramente la meno invasiva, in quanto il telefono deve essere comunque installato con il vivavoce; lo schermo di cui dispone però è piuttosto piccolo. Non è così facile seguire le indicazioni mentre si sta guidando, anche se si dispone del supporto vocale. Anche la scelta delle funzioni è complessa, se non si ha lo schermo del tipo touch screen. Recentemente si sono mossi gli stessi operatori di telefonia. 3, per esempio, offre un bundle con il dispositivo Nokia 6680 che comprende telefono, ricevitore Gps, software per la navigazione e mappe. I sistemi stand-alone sono comodi da usare e hanno in genere un’ampia scelta di funzionalità specifiche per la navigazione, oltre ad essere dotati di memorie adeguate. Non serve alcuna installazione ed è sufficiente appoggiarli sul cruscotto e alimentarli con la presa dell’accendisigari. La maggior parte di quelli in commercio ha schermi ampi e con una buona visibilità, del tipo touch screen; sono corredati di supporto vocale, con un audio studiato apposta per l’abitacolo dell’auto, di buona qualità. Dispone inoltre di una memoria adeguata, che può essere ulteriormente estesa. Per chi ha bisogno espressamente del navigatore satellitare, il modello stand-alone è sicuramente la scelta più appropriata.

I navigatori satellitari stanno conoscendo un vero e proprio boom di vendite. Un successo dovuto all’abbassamento dei prezzi, ma soprattutto alla disponibilità di un’ampia gamma di soluzioni, in grado di venire incontro a qualsiasi tipo di esigenza. Secondo le stime rilevate dagli esperti, tra questi Canalys, analista specializzato nel settore, il mercato mondiale di questo comparto potrebbe raggiungere entro il 2017 un valore di 757 miliardi di dollari, a fronte dei 3,5 miliardi di dollari registrati nel 2003. L’obiettivo dei produttori è riuscire a coinvolgere un bacino di utenti più ampio, che non rimanga relegato alla sola navigazione su strada. Ci sono ampie potenzialità di diffusione nel settore della diportistica, come tra le semplici persone che si muovono a piedi: alpinisti, sciatori, esploratori, viaggiatori di ogni genere. Il navigatore satellitare, non dimentichiamolo, serve anche solo per trovare il ristorante, la trattoria, la stazione di servizio più vicina, dov’è la tale via? Impieghi del tutto comuni e di uso quotidiano. I navigatori portatili stanno assumendo un ruolo sempre più importante, tanto che nel 2004 la crescita di questi sistemi è salita del 10% rispetto a un esiguo 0,8% dei sistemi fissi per auto. Secondo gli esperti, a spingere il comparto sarebbero soprattutto le soluzioni stand-alone, grazie all’ampia scelta disponibile sul mercato e alla loro estesa distribuzione. Si trovano infatti all’ipermercato come nel negozio specializzato. La società di analisi Canalys ha evidenziato nel suo ultimo rapporto il buon andamento del settore nell’intera area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Gli analisti ritengono che la continua diminuzione dei prezzi stia conquistando un numero sempre maggiore di clienti. La crescita del comparto offre moltissime opportunità ai produttori, soprattutto a coloro che riescono a sviluppare soluzioni complete, che si distinguono per semplicità d’uso e affidabilità per quanto riguarda software di navigazione e cartografia. Il navigatore satellitare sembra pertanto destinato a diventare un prodotto di largo consumo, anche se per Canalys è strategicamente errato improntare la concorrenza solo sul fattore prezzo. I produttori vincenti saranno coloro che punteranno su qualità e differenziazione. Nel terzo trimestre 2005, in Europa sono stati venduti circa 1,9 milioni di pezzi. Mancano ancora i dati dell’ultimo trimestre, ma le aspettative degli operatori erano molto ottimistiche, all’insegna di un Natale tecnologico, con i navigatori satellitari ben posizionati nei pensieri dei consumatori. Per il 2006, sempre secondo le analisi di Canalys, è prevista un’ulteriore crescita del comparto. Le vendite potrebbero raggiungere gli 8 milioni di pezzi in Europa, di cui 2 milioni rappresentati dalle soluzioni su palmare.

Autore: ITespresso
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