Imprese, informazione e banche dati

Aziende

Sono pochi (17,6% ) ma soddisfatti gli utenti delle banche dati on line. Questi i risultati di una ricerca effettuata da Bocconi per conto di InfoCamere

Le imprese italiane comprendono la criticità dell’informazione sull’ambiente esterno in una realtà economica sempre più reticolare, ma non sono ad adottare e utilizzare strumenti di raccolta dell’informazione come le banche dati on-line e nello strutturarsi in modo da istituzionalizzare tale raccolta. Lo rileva una ricerca sul valore economico dell’informazione condotta, per conto di InfoCamere, dall’Università Bocconi con il coordinamento di Ferdinando Pennarola su un campione di 1.401 imprese di ogni dimensione.

Solo il 17,6% delle imprese dispone di almeno un accesso a una banca dati on-line, ma il dato è fortemente influenzato dalle dimensioni d’azienda. Nelle imprese con più di 50 addetti il tasso di diffusione delle banche dati on-line supera il 50%. Chi utilizza le banche dati ne è soddisfatto. La valutazione della qualità delle informazioni, della facilità d’accesso e dei costi, in una scala da 1 a 7, è sempre superiore al 4. Nella stragrande maggioranza dei casi l’accesso alle banche dati è limitato a pochi individui: nel 29% delle imprese che le adottano le utilizza una sola persona e in un ulteriore 48% sono due o tre. Solo il 18% delle imprese che utilizzano lo strumento ha, inoltre, un’unità organizzativa preposta alla raccolta dell’informazione esterna (e si supera il 30% solo nella classe dimensionale dai 100 addetti in su). Si tratta, in ogni caso, d’unità organizzative piccole (tre persone o meno in più di metà dei casi). Nel 46,5% delle imprese che adottano le banche dati è presente una figura professionale preposta, in tutto o in parte, al reperimento dei dati esterni, ma anche per questi professionisti si tratta di un compito marginale, se è vero che, in media, vi dedicano meno del 10% del tempo lavorativo. Poco più di metà delle imprese che non utilizzano le banche dati raccoglie, comunque, informazione esterna da altre fonti. I parametri di queste imprese riguardo l’utilizzo delle fonti sono sempre peggiori rispetto a chi adotta anche le banche dati: solo l’8,9% di queste imprese dispone di un’unità organizzativa preposta a tale attività e solo il 22,7% ha una figura professionale che si occupa della ricerca delle informazioni esterne. Il Registro delle imprese, infine, è la banca dati più utilizzata (vi accede il 48,5% delle imprese che utilizzano banche dati), e di gran lunga quella preferita dalle imprese di piccole dimensioni. Al crescere del numero degli addetti acquistano rilevanza anche la banca dati del Cerved e quella di Dun&Bradstreet.

La ricerca sarà pubblicata nel libro Imprese e società dell’informazione, a cura di Ferdinando Pennarola, (Egea, Milano, 2006, 198 pagine, 20 euro)

Autore: ITespresso
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