In Canada tasse sui CD vergini

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Tecnologia, non tasse! È il grido di battaglia dellindustria dei PC in una guerra scatenatasi tra i gruppi che rappresentano lindustria discografica, tecnologica e i rivenditori

La disputa si incentra sui balzelli riscossi dai produttori di tecnologia per risarcire lindustria discografica dalle perdite derivanti dalle copie e dallo scambio di musica. In Canada le copie di musica per uso personale sono legali. In compenso, cè una piccola tassa aggiuntiva sul costo dei CD registrabili, che dovrebbe compensare musicisti e case discografiche. Tasse simili sono pretese in oltre 40 paesi, tra cui gli Stati Uniti, secondo lAudio Home Recording Act del 1992. Ma alla vigilia della proposta dellindustria discografica canadese di aumentare la tassa in questione per il 2003, i produttori di tecnologia e i rivenditori ne chiedono invece labolizione. Nel 2000, limposta per CD vergine ammontava a 5,5 centesimi (canadesi); nel 2001 è salita a 0,21 dollari (canadesi). Per il 2003 la tassa arriverebbe a 0,59 dollari. Inoltre, la Canadian Private Copying Collective, il gruppo discografico che incassa le imposte, ha proposto imposte supplementari da applicare a qualsiasi dispositivo per la memorizzazione della musica, tipo hard disk removibili, DVD registrabili, memory card Compact Flash e, naturalmente, lettori MP3. Entrambe le parti presenteranno a fine mese le loro istanze al Copyright Board of Canada. Allincontro, i gruppi che rappresentano lindustria tecnologica, presumibilmente metteranno in rilievo il fatto che la Canadian Private Copying Collective non ha ancora distribuito ai musicisti neanche un centesimo dei milioni delle tasse incassate in un anno. Dal 1999, la Canadian Private Copying Collective ha raccolto oltre 28 milioni di dollari (canadesi) in tasse compensative per il copyright. Questanno si prevede un incasso di oltre 100 milioni di dollari. La Canadian Private Copying Collective sostiene che la distribuzione di questi fondi sia unoperazione complicata, che richiede almeno 12 pagamenti separati per canzone. La CPCC è pronta a iniziare a versare i pagamenti nel 2003 si legge in una dichiarazione dellorganizzazione. Frastrati dalla recente proposta della CPCC, la Canadian Coalition for Fair Digital Access, composta da 16 gruppi tra cui Intel, Dell, Hewlett-Packard, Sony e Apple, nonché Wal-Mart Canada, Costco, Staples, Radio Shack e il Retail Council of Canada, ha reso pubblico un documento in cui dichiarano che consumatori e produttori non hanno il compito di sovvenzionare lindustria discografica. La Coalizione crede che le opere debbano essere protette dal copyright e gli autori compensati equamente per il loro lavoro dice Doug Cooper, general manager di Intel Canada. Comunque, le tecnologie sono ora disponibili per consentire di raggiungere entrambi gli obbiettivi. Da parte sua, la CPCC ha richiesto un aumento della tassa dopo una ricerca che ha evidenziato come almeno metà dei CD vergini acquistati servano a copiare musica. Ma la Canadian Coalition for Fair Digital Access sostiene che queste cifre provano solamente che le tasse penalizzano loltre 50% di consumatori e produttori che non utilizzano i supporti vergini per copiare musica. La CPCC accusa la colazione di muoversi per motivi prettamente economici. Non è assolutamente in causa lequità, ritiene David Basskin della CPCC. Se si trattasse del principio dellequità, queste grandi multinazionali statunitensi non cercherebbero di privare i musicisti canadesi delle royalties che spettano loro secondo la legge.

Autore: ITespresso
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