In Cina per produrre portatili

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La manodopera cinese costa meno che altrove e molti giganti dellinformatica cominciano a sceglierla per aprire nuovi centri di produzione

Molte società che producono portatili stanno tentando di ridurre i costi di manodopera esportando parti della manifattura in Cina. I principali produttori taiwanesi di portatili, che da tempo distribuiscono parti dell’assemblaggio in diverse parti del mondo, sanno bene infatti, che i lavoratori cinesi sono quelli più a buon mercato. First International Computer che fabbrica notebook per Hewlett Packard, aprirà una fabbrica entro marzo del 2001, mentre Compaq, Acer e Arima hanno annunciato simili piani per nuovi centri di produzione a Shanghai o nel sud-est della Cina. Inventec invece sta già completando la nuova location che permetterà di produrre circa 200.000 portatili al mese, la maggior parte dei quali destinati a Compaq. Il salario medio mensile di un lavoratore cinese è inferiore di circa 1 milione e 100 mila lire rispetto a un suo collega di Taiwan, secondo le stime di Victor Tsan, direttore dell’Institute for Information Industry, impresa di analisi di Taiwan associata al Governo.

Autore: ITespresso
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