Pubblicità
Stampa quest'articolo Segnala via email

In Cina stop agli hacker

Pechino chiude le porte a un sito di hacking: Black Hawk Safety Net. Tre hacker arrestati in Cina per dare un segnale a Washington

Pubblicità

Ancora non si sa chi abbia compiuto il cyber-attacco contro 34 aziende della Silicon Valley che ha fatto saltare le staffe a Google e al Segretario di Stato Usa Hillary Clinton (ma le intrusioni cinesi sono all’ ordine del giorno , tanto che McAfee parla da mesi di Cyber Cold War). Tuttavia la Cina, sul banco degli imputati da quasi un mese dopo il “fattaccio”, ha chiuso le porte a un sito di hacking:Black Hawk Safety Net.

Tre hacker arrestati in Cina per dare un segnale a Washington e Mountain View (dove ha sede Google). Il segnale che Pechino non ha a che fare con il cyber-attacco e che non tollera gli hacker. Google si è appena alleata alla potentissima Nsa , per difendere meglio la propria proprietà intellettuale e le infrastrutture del cloud computing.

Il sito “Black Hawk Safety Net”, accusato di essere un covo di addestramento di cracker, insegnava tecniche di hacking e offriva in abbonamento download malware a disposizione dei suoi 12.000 iscritti. Secondo l’esperto informatico Usa,James Mulvenon, la città di Wuhan sarebbe sede della Communication Command Academy, un organismo che addestra cracker per cyber-intrusioni.

Leggi anche: Google e Cina, braccio di ferro sulla censura online

Reagisci per primo!

RSS - Feed per questi commenti.

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Sponsor


ITespresso | Gizmodo | The Inquirer | Download | Channel Insider | eWEEK Europe | itweb.tv