In Francia stop alle vendite dei celluari ai bambini sotto i sei anni?

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Dopo aver abolito il canone per la Tv pubblica, la Francia pensa a proibire i telefonini per i bambini e il mobile advertising sotto i dodici anni

All’ombra della Torre Eiffel si stanno consumando alcune piccole rivoluzioni. Dopo aver abolito il canone per la Tv pubblica, la Francia pensa a proibire i telefonini per i bambi ni e il mobile advertising (in forma di Sms e Mms) sotto i dodici anni.

Considerato quanto i cellulari sono diffusi fra i giovanissimi, la Francia vuole dare una regolata a questo mercato: del resto, i cellulari espongono i piccoli alle onde elettromagnetiche. In attesa di decidere se ci sarà lo stop o meno, Parigi studia una legge più soft: obbligare i vendor a includere un auricolare nella confezione di ogni cellulare, per contribuire a ridurre l’esposizione alle onde elettromagnetiche.

Strategy Analitics stima esistano 2,7 miliardi di utenti Mobile, con un tasso di sostituzione dei terminali molto elevato. Solo nell’ultimo anno sono stati venduti nel mondo 1,2 miliardi di telefoni, di cui 22 milioni solo in Italia. Per grado di penetrazione sulla popolazione mondiale i l cellulare è secondo solo alla TV (86,4% Mobile contro 92,1% TV), ma questo rapporto si inverte nelle fasce giovanili che utilizzano il telefonino nel 97,2% dei casi contro l’87,9% della TV secondo l’ultimo rapporto del Censis.

Leggi anche l’Analisi di VNUnet.it: Il WiFi nuoce alla salute?

Sempre connessi, WiFi ovunque, ma che effetto ha l’esposizione alle connessioni senza fili? Le biblioteche pubbliche del comune di Parigi hanno spento il segnale Wifi, forse all’origine di dolori muscolari e insonnia e vertigini in personale e utenti.

La denuncia sui rischi per la salute del WiFi è partita da un’associazione inglese degli insegnanti: prima trasmessa dalla Bbc e dalla puntata di domenica 11 maggio 2008 di Report (RaiTre) . L’Oms per ora nega gli effetti nocivi dei segnali, ma lo studio non sembra troppo accurato. L’esposizione al WiFi a scuola rimane un’incognita: il problema divide gli esperti. Nel dubbio vale il principio di cautela

Autore: ITespresso
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