In Italia cresce la pirateria software

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Lo studio di Idc per Bsa afferma che la pirateria software nel 2009 è calata in 54 mercati dei 111 messi sotto esame, ed è cresciuta solo in 19. A partire dall’Italia

Dopo anni di flessione, con la crisi economica torna a crescere la piratera software in Italia al 49%. La pirateria, secondo Bsa, aumenta dell’1% a quota 1,2 miliardi di euro. La ricerca Idc per conto di Business Software Alliance (Bsa) afferma che, nonostante la recessione, la pirateria software nel 2009 è calata in 54 mercati dei 111 messi sotto esame, ed è aumenta solo in 19.

Però tasso di pirateria a livello globale complessivamente è salito dal 41% al 43%: a causa del peso del Bric con Cina, India e Brasile che trainano la pirateria. Per ogni 100 euro investiti in software legale ne corrispondono altri 75 in software illegale.

I paesi meno pirati sono Usa (20%), Giappone e Lussemburgo (21%), quelli con il tasso più alto; Georgia, Bangladesh, Zimbabwe e Moldova, tutti sopra il 90%.

Il software illegale nel 2009 ha raggiunto un valore di 51,4 miliardi di dollari, con un calo del 3% in meno rispetto al 2008: con le variazioni dei tassi di cambio, è rimasto costante.

In Europa la pirateria software si attesta al 34%. La pirateria dilaga in Grecia (58%), Islanda (49%), Italia (49%) Cipro (48%) e Malta (45%). I più rispettosi dell’originale sono Lussemburgo (21%) e Austria, Belgio, Finlandia, Svezia e Svizzera (25%).

Bsa in Italia ha commentato: “Un tasso di pirateria del 49% è inaccettabile per una nazione evoluta come l’Italia“.

Pirateria in crescita
Pirateria in crescita
Autore: ITespresso
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