Crittografia e Vpn sbarcano in Procura. L’intervento del Garante Privacy

Autorità e normativeMarketingPubblicitàSicurezzaSocial mediaSorveglianza
La crittografia sbarca in Procura
0 3 Non ci sono commenti

Entro un anno e mezzo le Procure dovranno adottare le nuove regole: dalla biometria alla crittografia. Nelle intercettazioni serve più sicurezza IT. Intanto il Garante della Privacy afferma che l’utente deve dare il consenso alla pubblicità su Mobile e social network

Il Garante della Privacy ha varato il provvedimento che impone un giro di vite contro le fughe di notizie in Procura, proponendo “interventi volti al rafforzamento del livello di sicurezza dei dati e dei sistemi usati per gestirli, nonché di estendere tali interventi alla generalità degli Uffici inquirenti, armonizzando le misure a protezione dei dati anche alla luce delle tecnologie in costante evoluzione nel campo delle comunicazioni elettroniche e dei possibili rischi legati all’uso degli strumenti informatici“, spiega la nota del garante. Le nuove procedure garantiranno una maggiore sicurezza dei dati personali nelle intercettazioni disposte dai magistrati.

Entro un anno e mezzo le Procure dovranno adottare le nuove regole. L’accesso alle stanze in cui sono custoditi i server per la registrazione delle conversazioni telefoniche o dei “flussi telematici” sarà permesso solo con un “badge” o con dispositivi biometrici, come il riconoscimento dell’iride. Ogni ingresso e uscita verranno registrati, grazie a impianti tv a circuito chiuso. Gli operatori potranno accedere ai dati solo da “postazioni abilitate” e difese da firewall. Le attività andranno annotate su registri appositi. La crittografia sbarca in Procura: eventuali copie di registrazioni dovranno essere crittografate, l’audio delle telefonate dovrà essere cifrato e le trascrizioni delle intercettazioni saranno consegnate ai magistrati solo da agenti di polizia giudiziaria. Le  le connessioni fra Procure e gli Uffici di polizia giudiziaria dovranno essere realizzati con connessioni ’punto-punto’ ad hoc o con collegamenti in rete protette, stile Vpn.

Il Garante per la Privacy è anche intervenuto per tutelare gli utenti, lanciando le nuove “Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam” per debellare il marketing selvaggio e per promuovere pratiche commerciali “amichevoli” e rispettose dei diritti di utenti e consumatori. Inoltre il Garante afferma che l’utente deve dare il consenso alla pubblicità su Mobile e social network.

Stop a email e sms indesiderati: le offerte commerciali a utenti di social network o di servizi di messaggistica come Skype, Viber e WhatsApp potranno essere inviate solo con il  consenso preventivo degli utenti finali.

Chi commissiona campagne promozionali, deve evitare che agenti e subagenti cedano alla pratica scorretta dello spam. Chi invia messaggi indesiderati, rischia sanzioni: nei casi più gravi possono arrivare fino a circa 500.000 euro. I follower sui social network potranno ricevere messaggi pubblicitari concernenti il marchio, il prodotto o il servizio offerto, solo se all’iscrizione alla pagina aziendale hanno esplicitamente espresso l’interesse o il consenso a ricevere advertising.

La crittografia sbarca in Procura
La crittografia sbarca in Procura
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore