In Italia il telelavoro non piace

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Nextra pubblica una ricerca sulladozione del lavoro flessibile in Europa

Nextra, il Communication Service Provider paneuropeo rivolto al mercato B2B, ha intrapreso uno studio comparativo, incentrato sul livello di adozione di soluzioni per il lavoro flessibile in Europa. Il rapporto, commissionato da Nextra allIstituto di Ricerca Infratest-Burke è stato presentato in questi giorni a livello Europeo e intende fornire un panorama complessivo sulle Piccole e Medie Imprese europee, evidenziando le principali abitudini e gli atteggiamenti nei confronti del lavoro in relazione allinfluenza delle condizioni lavorative sulla produttività, sulla salute e sulla vita personale e sociale dei dipendenti. Lo studio illustra inoltre su base comparativa il livello di diffusione e il grado di accettazione o le barriere che nei singoli paesi ancora persistono come ostacolo alla definitiva adozione di soluzioni più flessibili per il lavoro, che prevedano lo svolgimento delle proprie attività professionali anche da postazioni remote o dalle proprie abitazioni. I risultati sono stati ottenuti sulla base di circa 800 interviste telefoniche condotte tra maggio e giugno 2001 a un campione costituito da manager di medio e alto livello provenienti da aziende medio piccole (tra i 50 e i 1100 dipendenti) operanti nel settore IT, telecomunicazioni, finanziario, istituzionale e pubblico e localizzate in Gran Bretagna, Germania, Italia, Svezia, Norvegia, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Da una prima analisi il manager europeo dellera digitale appare mediamente soddisfatto del suo lavoro, incline a lavorare più ore di quelle previste e spesso anche nei weekend. Non sempre latteggiamento nei confronti del lavoro flessibile risulta positivo. In relazione al numero di ore di permanenza in ufficio, analizzando il campione degli intervistati si evince che gli Italiani lavorino generalmente meno dei colleghi europei. Solo il 44% del campione complessivo ha dichiarato di lavorare tra le 45 e le 60 ore alla settimana, fanno eccezione i tedeschi, con il 69%. Lo studio ha rivelato inoltre che gli Italiani sono poco propensi a portare a casa il lavoro durante il weekend, le vacanze o le festività e solo per il 41% degli intervistati il lavoro interferisce con le attività serali, contro una media europea dell81%. Il 70% dei manager italiani hanno affermato che le loro aziende non incoraggiano ladozione di soluzioni di lavoro flessibile o remote. Secondo quanto emerso dal rapporto presentato, oltre il 50% degli intervistati in Italia non ha mai lavorato da casa. Inoltre, anche laddove fosse possibile adottare soluzioni flessibili, il 50% mostra di non volerle adottare. Sorprendentemente, i risultati hanno anche dimostrato che i due terzi degli Italiani intervistati non ritengono che il lavoro abbia un impatto negativo sulla loro vita familiare o sociale. Nonostante ciò, dal campione risulta che il 32% degli Italiani ha sofferto di stress mentale e problemi fisici a causa degli impegni di lavoro, una percentuale ben maggiore rispetto a quella evidenziata dai colleghi europei. Per esempio in Gran Bretagna i risultati hanno dimostrato che solo il 4% ha manifestato problemi di questa natura. Inoltre, un po più della metà del campione ha dichiarato di utilizzare il telefono cellulare per svolgere le proprie attività professionali. Solo il 62% delle aziende hanno accesso a laptop con collegamento modem (contro la media Europea del 68%), e ancor meno dispongono di VPN (Virtual Private Network) per laccesso sicuro da casa, contro una media Europea pari al 33%. È interessante comunque notare come la maggior parte degli Italiani (il 45%) abbia dichiarato che la tecnologia VPN sia quella più richiesta. Per quanto riguarda, invece, lutilizzo di PDA (Personal Digital Assistant), questo è prediletto nel 19% dei casi. Le principali barriere che ancora ostacolano la rapida implementazione di soluzioni per il lavoro flessibile in Italia sarebbero, a detta degli intervistati, la disattenzione da parte del top management nei confronti di tale tematica ed il fatto che il lavoro flessibile non sia stato ancora inserito tra le priorità (47%). Per il 44% linadeguatezza dei sistemi IT è ancora molto evidente. Lo studio a tal proposito ha anche evidenziato che lItalia è stata il paese in Europa ad adottare più lentamente le soluzioni di lavoro flessibile, sorpassata sia dalla Slovacchia che dalla Repubblica Ceca. Per concludere, la ricerca ha infine identificato il profilo tipo del manager Italiano. Con più di 40 anni (nell86% dei casi; meno di 40 solo per l8% del campione), il manager italiano è il leader più anziano dEuropa, seguito dalla Svezia che ha registrato rispettivamente l86% e il 12%.

Autore: ITespresso
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