In Italia la competizione non aiuta i videogiochi

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La corsa ai ribassi non frena il passaggio del retail dal dettagliante alla Gdo. Attesa per il ritorno dei supereroi

Cosa sta succedendo nel mercato italiano dei videogiochi? Sono in molti a chiederselo e non solamente chi si occupa di entertainment. A fronte di un comparto che si pu definire ancora in crescita (ma per il momento senza numeri consistenti, in quanto da poco tempo che la Grande distribuzione organizzata scesa in campo, affiancando i piccoli negozi, anello primario del retail di settore), le vendite sono state – in certo senso – inferiori alle aspettative. Cerchiamo di capire perch. Il lancio e la successiva presenza contemporanea sugli scaffali di tre prodotti di punta (GameCube, PlayStation 2, Xbox) avrebbe dovuto incentivare la richiesta, che invece non c stata, perlomeno non nei termini che Microsoft, Nintendo e Sony si attendevano. Tanto vero che – per la prima volta nella storia del mercato italiano dei videogiochi – i competitor sono stati costretti ad abbassare sensibilmente i prezzi. Qualcosa del genere accaduto anche allestero, ma forse per cause diverse. Tornando a noi, c chi sostiene che nel nostro Paese i margini per i dettaglianti sono troppo bassi (Microsoft d il 3,5%). La colpa sarebbe quindi dei commercianti, non motivati a spingere Xbox. Altri invece dicono che il mercato, abituatosi alle star come Lara Croft, attenda il ritorno dei supereroi. Potrebbe essere una concausa (non una causa), che presto avr occasione di riscontro. Tra pochi giorni arriva lUomo Ragno e in autunno ci sar una nuova avventura dellarcheologa londinese. Staremo a vedere.

Autore: ITespresso
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