In Italia la sharing economy cresce col contagocce

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La Sharing Economy accelera in Europa
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Tre italiani su 4 non amano car sharing e baratto, due pilastri dell’economia della condivisione (sharing economy). L’analisi di Tns Italia

Il 70% degli italiani conosce la sharing economy, ma la crescita dell’economia della condivisione avviene con il freno a mano tirato. Un italiano su 4 utilizza la sharing economy, ma 3 italiani su 4 non amano car sharing e baratto. Lo riporta Tns Italia.

In Italia la sharing economy cresce col contagocce
In Italia la sharing economy cresce col contagocce

Lo chief digital officer e ceo, Federico Capeci, parla di “una crescita col freno a mano” tirato: chi non ha adottato l’economia collaborativa è incline a un utilizzo futuro (22%) o ha bisogno di maggiori informazioni (18%). Il 10% di intervistati afferma di utilizzare alcuni dei servizi, ma non li considera appartenenti alla categoria dell’economia della condivisione.

Da una recente ricerca del Censis emerge che i Millennials preferiscono la sharing economy. Quasi 500.000 giovani partecipano a iniziative di crowdfunding. Il 31,7% compra l’usato (contro il 14,7% dei Baby Boomers), il 21,9% va in bici (solo il 10,3% dei 35-64enni) e l’8,4% (il 4,1% dei 35-64enni) usa il car e il bike sharing. E il 2,5% dei Millennials si affida al couchsurfing, cioè mette a disposizione un posto letto nella propria abitazione.

Car e bike sharing, coworking sono fenomeni in ascesa che fanno parte dell’economia collaborativa. Di essa fanno parte il baratto, lo scambio merci, il noleggio (come Uber), donazione, prestito, coabitazione, co-lavoro (il co-working). Si tratta di nuovi modelli, spesso anche in dimensioni micro, basati sulla condivisione di beni, servizi, informazioni e competenze. E l’economia collaborativa si è espansa anche in Italia, proprio per battere la crisi.
La condivisione di spazi come la casa si chiama co-housing; la condivisione di una stanza o luoghi di lavoro, co-working; invece i servizi collaborativi dove si scambiano idee, tempo, competenze e alcune volte anche denaro, si chiamano crowdsourcing.

Autore: ITespresso
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