In & Out/ Chi sale e chi scende nelle tariffe mobili e VoIP

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La bussola per orientarsi nella giungla della telefonia mobile e di quella su Internet. Questa settimana mettiamo sotto la lente il cambio operatore, recedere da H3G, il VoIP nella Pa, la portabilità del numero

La rubrica settimanale In & Out/ Chi sale e chi scende nelle tariffe mobili e VoIP analizza le tariffe della telefonia mobile e VoIp. Vediamo chi è In e chi Out questa settimana.

In sono il cambio operatore, l’abbandono a costo ridotto di H3g, la portabilità del numero e il VoIP nella Pa; nessuno è Out questa settimana.

Recedere da H3G è più economico: succede per chi ha un cellulare in comodato d’uso. H3g, in seguito alla causa con Adiconsum, ha pattuito più trasparenza e costi più bassi. Chi riconsegna un cellulare o modem in comodato dopo il dodicesimo mese, verserà fra 30 e 86 euro per il cellulare e fra 30 e 100 euro per il modem.

I costi sono più alti per chi possiede il cellulare (o modem: 350 e i 30 euro (per il primo), fra i 300 e 30 euro (per il secondo).

La portabilità del numero sta per diventare più semplice: l’Autorità per le tlc sta per aggiornare le regole per gli operatori telefonici che semplificheranno agli utenti il cambiamento del gestore telefonico e il mantenimento del numero del cellulare. In particolare verranno ridotti i tempi d’attesa, la cui lunghezza è stata più volte denunciata dalle associazioni dei consumatori. Oggi il tetto è fissato in 9mila per tutti e quattro i gestori mobili (Tim, Vodafone, Wind e 3): ma con le nuove regole i due colossi del settore (Tim e Vodafone) saliranno a 12mila.

Cambiare operatore è di moda: il 22,6% degli utenti mobili italiani abbandona il gestore, e il nostro paese si piazza terzo in Europa tra le nazioni dove non attecchisce la fidelizzazione e il cambio del gestore telefonico è più comune. Le tre cause principali per le quali il consumatore cambia fornitore sono:

non sentirsi valorizzati come clienti (in media, fra tutti i paesi analizzati, il 55%); personale non disponibile (in media, fra tutti i paesi analizzati, il 47%); i call center si dimostrano inefficienti (in media, il 42%).

Aziende e Pa scoprono il bello del Voip: il 16,8 per cento delle aziende italiane con più di 10 dipendenti ha già adottato il Voip, mentre lo usa il 40 per cento

delle grandi aziende con più di 500 addetti (fonte: studio Iosi Bocconi).

Nella Pubblica amministrazione è la Legge Finanziaria a promuovere il VoIP in ufficio entro la fine di gennaio: il Ministero degli Esteri ha da poco completato l’infrastruttura Voip. Per evitare problemi di sicurezza (intercettazioni, spam, dirottamenti) conviene rafforzare i firewall e le misure di sicurezza.

Autore: ITespresso
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