In tutto il mondo iniziative per salvare i linguaggi in via destinzione per le generazioni future

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Alcuni ricercatori stanno combattendo contro il tempo per salvare decenni di dati.

Linformatico e linguista professor Steven Bird dellUniversità di Melbourne ha dichiarato che la maggior parte dei file, documenti e registrazioni digitali create più di dieci anni fa sono oramai irrecuperabili. I linguisti sono preoccupati ora quanto allora furono entusiasti pionieri. Attratti da sempre più piccoli e leggeri dispositivi e da capacità di storage sempre migliori, i ricercatori sono passati dagli appunti manoscritti ai laptop, mini-disc, nastri DAT ed MP3. «Siamo tra linizio dellera digitale e lestinzione di massa di alcuni linguaggi». Il problema, sostiene il professor Bird, è lincapacità di assicurare una memorizzazione digitale che duri più di cinque o dieci anni a causa dei nuovi formati multimediali, i nuovi formati binari dei dati utilizzati dalle applicazioni software e la possibilità di degrado che hanno i supporti magnetici nel tempo. «I linguisti hanno stimato che se non si prendono provvedimenti, metà delle lingue del mondo saranno scomparsi nei prossimi 100 anni» ha detto il professor Peter Austin della School of Oriental and Africa Studies della University of London. «Ci sono attualmente circa 6.500 lingue nel mondo, e di queste 3000 sono perse per sempre». Il professor Bird fa parte della Open Language Archive Community (OLAC), organizzazione che cerca di creare una rete internazionale di archivi digitali basati su internet, tramite lutilizzo di software creato appositamente per essere a prova di futuro. «Stiamo ideando metodi per memorizzare informazioni linguistiche utilizzando lXLM o Extensible Markup Language, che è sostanzialmente un linguaggio per la rappresentazione dei dati sul web. Si tratta di un formato aperto ». Il professor Austin si chiede comunque cosa può succedere nel caso si registri del materiale in formato MP3 e cinque anni più tardi compaia un altro formato. La sfida per chi archivia materiale, dice, è aggiornare continuamente i file video, audio e le immagini in modo che possano essere integrati con i nuovi documenti XLM. Ma lutilizzo di internet come mezzo di storage presenta dei problemi. Diverse comunità indigene temono che tale mezzo possa portare ad accessi incontrollati a materiale culturalmente delicato, come le storie sacre, che potrebbe essere sfruttato per scopi commerciali. Il professor Bird ha detto che i linguisti riconoscono che consegnare a internet certo materiale senza salvaguardarlo non è la migliore delle idee. «Stiamo pensando alle tecnologie utilizzate per le transazioni bancarie su internet».

Autore: ITespresso
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