In vitro le radiazioni dei cellulari interferiscono con le cellule umane

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La modificazione biologica accertata in unindagine di un gruppo di ricercatori finlandesi. I risultati presentati questa settimana in Canada

Disturbi del sonno, mal di testa, stanchezza. Sono questi gli effetti pi probabili che un uso troppo intenso del cellulare pu comportare per un frequent caller. Lo ha affermato Darius Leszczynski, lo scienziato finlandese che ha coordinato i lavori di unquipe di ricercatori, i cui risultati vengono presentati ufficialmente questa settimana in Canada. Leszczynski non ha per escluso che le radiazioni emesse dai telefoni cellulari possano causare mutazioni nelle cellule umane, in grado di interessare anche il cervello. Lindagine condotta dallo scienziato e dai suoi collaboratori durata due anni e si svolta presso lo Stuk, la massima autorit finlandese per le radiazioni e per la sicurezza nucleare. Stando ai risultati della ricerca, lesposizione continuata e prolungata alle radiazioni emesse dai telefoni portatili pu determinare un incremento di attivit in centinaia di proteine di cellule umane coltivate in laboratorio. Al momento, la risposta biologica alle radiazioni stata accertata, sia pure in vitro. Resta per da stabilire la cosa pi importante e cio se questa risposta biologica possa comportare qualche conseguenza fisiologica diretta sul cervello delluomo e altre, indirette, sul suo corpo. Gli studi di Leszczynski, i cui risultati preliminari sono stati pubblicati in maggio sul giornale scientifico Differentiation, pongono naturalmente nuove domande sulla capacit delle radiazioni dei cellulari di indebolire la barriera cerebrale che ci protegge contro le sostanze dannose. Lattenzione dei ricercatori si focalizzata soprattutto sui cambiamenti potenziali che potrebbero verificarsi allinterno delle cellule che rivestono i vasi sanguigni. Lindagine ha inoltre preso in considerazione lipotesi di un indebolimento della barriera emato-encefalica in caso di tali mutamenti. Tramite il torrente sanguigno, la barriera emato-encefalica impedisce lafflusso al cervello delle sostanze potenzialmente pericolose.

Autore: ITespresso
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