Indagine Confapi-UniCredit sul primo semestre 2004

Aziende

A trainare la ripresa nella prima parte dell’anno sono l’informatica, il metalmeccanico e la chimica. Il tessile, l’abbigliamento e le calzature non escono dalla fase critica. Buone prospettive per l’agroalimentare

Dopo la stagnazione che ha caratterizzato il biennio 2002-2003, le Pmi italiane stanno attraversando una fase di ripresa. Lo dice il rapporto semestrale eseguito da Confapi e Unicredit sulla base di una ricerca rappresentativa di 160mila aziende italiane. La maggior parte delle imprese intervistate segnala un deciso miglioramento rispetto al semestre precedente. Ma le aspettative per i prossimi mesi segnalano una tendenza alla stabilizzazione, più che a una crescita.

Sono in una fase positiva i settori dell’informatica e delle telecomunicazioni, così come quello dei servizi alle imprese. Novità anche da chimica, plastica e gomma e dai prodotti da lavorazione meccanica, che mostrano andamenti correnti in forte ripresa rispetto alla precedente indagine Confapi. Il settore edile, che in questi ultimi anni aveva mostrato una crescita sostenuta, indica una stabilizzazione. Restano in un momento critico i comparti dell’abbigliamento-calzature, del carto-grafico-editoriale della ceramica e del vetro. Tra i comparti che indicano prospettive ottimistiche per il prossimo semestre segnaliamo l’agroalimentare, l’informatica e le telecomunicazioni.I settori tradizionali del “made in Italy” (mobile, tessile-abbigliamento, pelletteria e calzature), mostrano ancora saldi negativi. In particolare l’indagine rileva una debolezza rispetto al resto del campione che, per l’abbigliamento, si traduce in una fiducia molto contenuta per gli andamenti dei prossimi mesi.

Le differenze nel territorio, tenendo presenti le limitazioni del campione del Sud e del Centro, mostrano come queste siano le aree più ottimiste. Il Nord Est e il Nord Ovest, al contrario, evidenziano aspettative meno brillanti e per il Nord Ovest addirittura meno ottimistiche rispetto alla situazione corrente.

Autore: ITespresso
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