India come Cina: chiede a Google e Facebook di rimuovere contenuti online

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Google Transparency Report fotografa lo stato della censura online

La richiesta di censura è motivata dall’esigenza di proteggere le diverse sensibilità religiose

L’India minaccia di seguire le orme della Cina, se Facebook e Google non rimuoveranno contenuti da alcuni domini di siti indiani, obbedendo a una decisione del tribunale. La richiesta di censura è motivata dall’esigenza di proteggere le diverse sensibilità religiose. Il perentorio invito a Facebook e Google, è stato mosso in tutto a 21 aziende. Alle Internet company è stato chiesto di sviluppare un meccanismo per bloccare il materiale considerato offensivo per motivio religiosi, dopo che private petizioni avevano portato in tribunale le immagini miscredenti.

Google è stata costretta a disabilitare i contenuti dai domini locali della ricerca, Youtube e dei Blogger. Al centro della disputa è una normativa che è passata in India è stata votata un anno fa, rendendo le aziende responsabili per i contenuti degli utenti caricati sui loro siti  web. La legge offre alle imprese 36 ore di tempo per rimuovere i contenuti, se non vogliono rischiare il crackdown “come in Cina”.

Google, Facebook, Yahoo! e Microsoft hanno fatto appello all’Alta Corte di Delhi contro separati casi criminali portati dal giornalista Vinay Rai. L’High Court deve emettere sentenza ma ha minacciato di poter seguire le orme cinesi. Su 1.2 miliardi di indiani, solo una persona su 10 si connettea Internet nel subcontinente asiatico.

L'India come la Cina nella censura online?
L'India come la Cina nella censura online?
Autore: ITespresso
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