Informazioni sotto controllo

Management

L’idea di poter gestire la globalità delle informazioni aziendali attraverso tutto il loro ciclo di vita si sta concretizzando molto rapidamente

L’obiettivo primario dell’It è sempre stato rivolto al supporto delle aziende nel massimizzare il valore delle informazioni con il minor numero di risorse economiche e umane possibile. Ora, il prossimo importante traguardo in materia di storage aziendale, l’Information Lifecycle Management, ovvero la gestione del ciclo di vita delle informazioni, consiste nel comprendere l’autentico valore dei dati che supportano il business e le procedure per gestirli in maniera proattiva secondo tale valore. Le aziende devono dunque affrontare una crescente difficoltà, relativa a come gestire le informazioni in modo da correlare il loro valore, in continuo cambiamento, alle esigenze di business o ai livelli di servizio stabiliti. È una correlazione importante, perché impone che il sistema di gestione sposti i dati verso i dispositivi che forniscono i livelli di disponibilità appropriati al valore e all’uso che si fa dei dati. L’Information Lifecycle Management consente alle aziende di mantenere sempre elevata l’importanza e lo sfruttamento delle informazioni lungo tutto il loro ciclo di vita, nonché rispondere immediatamente ai cambiamenti improvvisi scaturiti dai vari requisiti aziendali, e, scopo ultimo, quello di rendere l’azienda più produttiva. Non c’è cosa al mondo che non passi attraverso un ciclo di vita, vale a dire attraverso fasi di sviluppo distinte che vanno dalla nascita, all’adolescenza, alla maturità fino alla cessazione. Oggigiorno, le aziende hanno la necessità di gestire e utilizzare grandi moli di informazioni (spesso si parla di centinaia o migliaia di terabyte), valori comunque in continua espansione. Inoltre, le informazioni devono poter essere persistenti nel tempo e comunque mantenute per un lasso di tempo superiore al ciclo di vita dell’hardware, devono poter cambiare importanza con maggiore frequenza e spesso in modo imprevisto e devono poter offrire un contributo maggiore rispetto al passato per una corretta guida della crescita aziendale. “Le aziende hanno bisogno di equilibrare la crescita esponenziale dei dati con il modo giusto per raccogliere, movimentare, condividere e proteggere le informazioni.” – osserva Pat Martin, chairman, presidente e ceo di Storagetek. Ed il modo giusto è indubbiamente l’Information Lifecycle Management. È da segnalare come questo approccio sia familiare a quello del Hierarchical Storage Management (Hsm), un’architettura che sposta i dati attraverso varie classi di storage in base all’età del dato stesso, iniziando dal livello più elevato con storage ad alte prestazioni, ad alta affidabilità e costoso, e mano a mano finendo su supporti meno performanti ma più economici, quali i nastri offline. L’Information Lifecycle Management effettua dunque la stessa cosa, ma è focalizzato sulla globalità dell’organizzazione e non solamente su come è strutturata l’infrastruttura di storage. L’Ilm inizia col concentrarsi sulle informazioni aziendali e sul come queste devono essere gestite, al posto della classica roadmap tecnica tipica dell’Hsm. In definitiva, entrambe le strategie di Hsm e Ilm mirano allo stesso obiettivo, anche se l’Ilm rappresenta una visione più globale. Questa visione globale significa che, a dispetto dell’Hsm che era essenzialmente un’iniziativa puramente legata all’It, l’Ilm si sposa all’intera azienda prima ancora di spostarsi sulla tecnologia stessa. Non si tratta dunque di una tecnologia, ma piuttosto di una combinazione di processi e tecnologie che definiscono il flusso di dati all’interno dell’impresa. Un altro aspetto fondamentale dell’Ilm riguarda le normative sulla data retention e sulla data privacy: esistono nuove normative (sempre più stringenti) in materia di conservazione delle informazioni riguardanti le attività commerciali, basate sulla posta elettronica, su Internet, sulla sicurezza, e di velocità per il recupero delle stesse. Solo negli Stati Uniti sono attualmente in vigore quasi diecimila normative, che indirizzano lo storage, la disponibilità e l’eliminazione delle informazioni. Dal momento che il valore delle informazioni cambia in continuazione, appare logico che queste vengano archiviate in differenti supporti di storage online, che siano in grado di fornire il giusto livello di protezione, replicazione e recupero al minor costo possibile. L’Information Lifecycle Management è perciò una disciplina che deve avere le radici molto profonde all’interno di ogni organizzazione e che ha come scopo di aiutare le aziende a gestire le informazioni in modo variabile, secondo il mutarsi nel tempo del loro valore. Il valore delle informazioni viene così raffrontato con quello delle risorse, al fine di raggiungere gli obiettivi di business nei tempi e nei modi desiderati. Questo approccio è focalizzato sulla gestione delle informazioni in un modo che queste possano supportare a pieno il raggiungimento degli obiettivi e l’ottimizzazione dei livelli di servizio di un’organizzazione, e inoltre, implica la classificazione delle informazioni e delle applicazioni in base all’importanza che esse rivestono nell’azienda, nonché la definizione di politiche atte a semplificare la determinazione del livello di servizio ottimale, minimizzandone i costi. Ovviamente questo può anche portare a delle situazioni di recupero dei dati molto complesse, visto che idealmente i dati che “invecchiano” in tempi diversi dovrebbero risiedere su dei cicli di storage differenti. A questo proposito, Emc usa il concetto di Path Management, ovvero la capacità di scovare qualsiasi tipo di dato indipendentemente dal file, volume, disco o nastro sul quale esso si trova. Il software di Path Management virtualizza il processo di recupero dei dati, tenendo traccia di dove essi si trovino rispetto al ciclo di storage.

Autore: ITespresso
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