Inizia su Internet la guerra del Governo italiano a burocrazia e a burocratese

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Svolta storica alla Funzione pubblica un sito e un decalogo per spazzare via i bizantinismi della comunicazione amministrativa. In arrivo anche una certificazione di qualità e un premio annuo per la buona gestione

Fino ad alcuni anni fa, lacronimo del termine inglese che indicava tutto ci che aveva a che fare con linformatica era monosillabico, It e cio Information technology. Successivamente divenne bisillabico, essendo stato corretto in Ict, vale a dire Information communication technology. La comunicazione si aggiungeva, integrandola, allinformazione. E del resto ovvio che non pu esserci la seconda senza la prima. Finalmente (mai luso di un avverbio temporale stato tanto appropriato) questo concetto stato fatto proprio anche dallo Stato italiano. Lo ha detto a tutte lettere il ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini, nel corso di una conferenza stampa indetta per presentare il programma Chiaro. Lobbiettivo del dicastero semplice combattere e possibilmente eliminare del tutto la burocrazia e la sua lingua ufficiale, il burocratese, attraverso la semplificazione e lunificazione del linguaggio delle varie amministrazioni esistenti nel nostro Paese. Impresa titanica, paragonabile per impegno allo sbarco in Normandia delle Forze alleate. Iperboli a parte (che comunque calzano bene in questo caso), pensiamo – tanto per fare un esempio – al cervellotico e storpiatissimo italiano che per decenni ha accompagnato le istruzioni alle dichiarazioni dei redditi. Pagine e pagine da fare rabbrividire i fedelissimi della grammatica e della sintassi della lingua italiana. Veri e propri testi criptici, di fronte ai quali i brani pi complessi di James Joyce e di Franz Kafka potevano considerarsi didascalici. Per non parlare dei documenti programmatici dei primi ministri dei Governi nazionali degli anni Sessanta e Settanta, autentici monumenti di cattivo gusto e di perversa incomunicabilit, tali da fare sembrare la traduzione della Stele di Rosetta facile e immediata come la lettura dei messaggi sulle striscioline di carta dei baci Perugina. Loscurantismo borbonico che ha contraddistinto 50 anni di vita italiana ormai alle spalle, grazie alle nuove tecnologie, alla maggiore frequenza con cui la gente va allestero (e quindi alla possibilit di fare paragoni) e anche agli scossoni dati alla nostra lingua dallinglese, autentico esperanto dellera moderna. Pochi ma essenziali i punti del programma Chiaro annunciati dal ministro Frattini. Innanzi tutto, un sito Internet ( www.funzionepubblica.it/chiaro ) polifunzionale, dove le varie amministrazioni pubbliche trovano esperti in grado di aiutare a risolvere i dubbi di ogni genere. Ma anche un indirizzo a cui i cittadini infuriati per episodi di malcostume burocratico (ce ne vorr prima di estirpare la malapianta e la sottocultura che lalimenta) possono rivolgersi per segnalare espressioni incomprensibili o strafalcioni. A questo proposito, sarebbe troppo facile fare i nomi di certi colleghi della Rai che purtroppo imperversano ancora in telegiornali e trasmissioni televisive, oltretutto pagati (profumatamente) con i soldi dei contribuenti. Ci limitiamo a ricordare un episodio – emblematico della subcultura che dicevamo prima – di una giornalista che fece diventare, durante un telegiornale in prima serata, i probi viri ciceroniani in non meglio identificati robi piri, di cui oltretutto era molto contenta, tanto da ripetere pi volte compiaciuta la citazione fatta. Che dire di pi, se non consigliare di andare a fare qualche altro mestiere, intellettualmente meno impegnativo? Poi una rubrica, Ditelo a Chiaro, per denunciare episodi di cattiva comunicazione (domanda si possono fare denunce retroattive?). Per finire, una certificazione di qualit per i linguaggi e i testi pi chiari e pi comprensibili e anche un premio annuo per le buone amministrazioni (a settembre il primo bando di concorso). C anche un decalogo scrivere frasi brevi; usare parole del linguaggio comune; usare pochi termini tecnici e spiegarli; usare poco abbreviazioni e sigle; usare verbi nella forma attiva e affermativa; legare le parole e le frasi i modo semplice e chiaro; usare in maniera coerente le maiuscole, le minuscole e la punteggiatura; evitare neologismi, parole straniere e latinismi; usare poco congiuntivo e pi indicativo; usare in maniera corretta la grafica del testo. Concordiamo con tutti i comandamenti una comunicazione amministrativa deve dare enunciati e spiegarli, senza commenti, che spettano ai giornalisti. Unico dubbio, le parole straniere. Meglio usare, secondo noi, mother board che scheda madre ( un esempio) oppure – ancora meglio – il termine originale straniero (anche per rispetto della nazionalit dellargomento di cui si parla), seguito da una corretta traduzione tra parentesi. Il livello culturale di chi legge le comunicazioni mediamente medio. Meglio non fare pensare che ci sia una genitrice (la mother della board) che non c. Quanto alle sigle, una volta che ci si intesi sul significato di Ddt e di Ict, meglio (e si fa anche prima) dire o scrivere lacronimo piuttosto che tutto il suo sviluppo.

Autore: ITespresso
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