Innovazione all’italiana

Aziende

Tecnogamma è una piccola impresa con poco più di 50 addetti e un fatturato che non arriva ancora a 8 milioni di euro.

Visitandola scopriamo grandi capacità tecnologiche e di ricerca completate da un’attenta sensibilità alle relazioni e al mercato. Un esempio concreto e non chiacchierato di innovazione, argomento oggi sulla bocca di tutti, ma nelle tasche di pochi

Giriamo in lungo e in largo per la piccola cittadina di Badoere, in provincia di Treviso. Stiamo cercando la sede di Tecnogamma, un’azienda specializzata nel campo delle tecnologie dei sistemi laser a visione artificiale. È una piccola impresa in costante crescita grazie alla sua capacità di ricerca e innovazione. La nostra difficoltà a rintracciarla è dovuta a uno standard mentale, immaginiamo un capannone o un edificio tipico dell’edilizia industriale, mentre in realtà quella che ci troviamo davanti, una volta individuata la piccola via, è una specie di villa con le persiane verdi brillanti e un giardinetto che la circonda. Ad attenderci sul prato c’è Ettore Casagrande, presidente di Tecnogamma, che al primo impatto con i capelli alzati dal vento e i suoi occhiali tondi e trasparenti ci riporta in mente la classica immagine dell’inventore stravagante. “È molto bello qui – domandiamo – ma la produzione dove la fate”? Sorride, inclina la testa verso il ‘casolare’e dice: “Qui c’è la materia grigia dell’azienda. Il laboratorio, la parte creativa e amministrativa sono dislocati nei due piani. La produzione, quella materiale, la fanno società terze, ma la parte tecnologica rimane sempre qui, è il nostro patrimonio e non possiamo correre il rischio di perderlo”.

All’interno della sede i due piani si intrecciano fra di loro in più punti, il legno è dappertutto: nelle scale, nei ripiani addossati alle pareti, nei pavimenti e perfino nei soffitti. La sensazione che proviamo è accogliente e morbida, esaltata dal clima disinvolto delle persone che animano i popolati soppalchi e le lunghe stanze che sembrano corridoi. Tecnogamma non è un’impresa stressata, con gente che corre da una parte all’altra, porte chiuse e facce tese, piuttosto c’è aria di grande concentrazione e un clima d’amicizia nel rapporto fra i dipendenti. “Siamo specializzati in misurazioni dimensionali senza contatto per ambienti critici, basate sulla tecnologia laser – spiega Casagrande. Nel 2004 abbiamo quasi raggiunto un fatturato di 6 milioni di euro e per quest’anno speriamo di arrivare a 8. Qui lavorano 50 collaboratori e qualche freelance, ma abbiamo contatti con molte università europee e anche con istituzioni di ricerca americane e giapponesi. Nel 2003 abbiamo aperto due nuove sedi: un laboratorio di ricerca a Palermo, dove quattro ricercatori stanno sviluppando un progetto di ricerca relativo agli ultrasuoni laser, e un ufficio di rappresentanza in Cina, a Pechino”. Casagrande i suoi dipendenti li chiama “collaboratori”, benché siano a “busta paga”, come precisa poco più tardi.Un particolare significativo, perché di innovazione oggi si parla anche troppo,mentre pochi si soffermano sul come: che tipo d’ambiente bisogna creare e che genere di relazioni bisogna instaurare? Dei 50 “collaboratori”di Tecnogamma, 42 sono laureati in varie aree: Fisica,Matematica, Informatica, Meccanica, Elettronica, Economia e perfino Scienze politiche. L’azienda è attualmente coinvolta in quattro dottorati di ricerca e collabora stabilmente con 12 università. Non solo quelle nostrane, come il Politecnico di Milano e l’Università di Padova, ma anche internazionali: Norimberga, Liegi, Baltimora e fra poco anche una nuova collaborazione con l’Università di Pechino. L’azienda è riconosciuta ufficialmente con decreto ministeriale come “Laboratorio di Ricerca”fin dal giugno del 1983, e più recentemente ha riconfermato questa vocazione con un decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (1997).Tecnogamma ha sempre instaurato una forte cooperazione con il mondo della ricerca scientifica e dell’università, ed è riuscita a consolidare questo patrimonio proprio perseguendo una strategia che coniuga gli aspetti fondanti dell’azienda: la “ricerca e sviluppo”, l’applicazione tecnologica e il marketing.Visitando questa realtà verrebbe da dire che la piccola azienda che fa davvero innovazione non solo è interessante, ma anche più bella e umana. E non è vero che il nanismo è controproducente, perché in questo caso l’azienda cresce nel tempo e soprattutto non ha paura della competizione e neanche della Cina. “Per noi questo grande Paese non significa concorrenza,ma opportunità – dice sorridendo beatamente Casagrande – perché là noi vendiamo bene e siamo molto apprezzati”. Già. Ma come e quando è iniziata questa storia imprenditoriale tutta italiana?

L’ha cominciata proprio lui, Ettore Casagrande, nel 1982 in un garage. Si era stancato di lavorare nella falegnameria del padre e aveva deciso di “fare cose che non fanno gli altri”, partendo dall’idea di sfruttare l’automazione imperante. Così, con i pochi investimenti necessari ha cominciato a fare i primi prodotti elettrici personalizzati e a sperimentare con il laser. Intanto passavano, euforici, gli anni ottanta. “Ho iniziato realizzando prodotti per sistemi di automazione applicati a impianti e macchinari industriali, erano personalizzazioni per chi costruiva macchine – precisa. Il livello tecnologico era basso, si trattava per lo più di quadri elettrici da inserire nelle apparecchiature automatiche. Poi le cose si sono evolute e abbiamo cominciato a usare nuove tecnologie, anche informatiche. La vera svolta è arrivata solo dieci anni fa quando abbiamo abbandonato l’automazione e ci siamo buttati a capofitto sulle tecnologie di misurazione basate sul laser e sulla visione artificiale, ma abbiamo mantenuto una caratteristica: facciamo prodotti su ordinazione e quindi fortemente personalizzati”. Lo sviluppo di queste tecnologie ha permesso a Tecnogamma di entrare in mercati di nicchia caratterizzati da problemi di misura. La soluzione di questi problemi apporta forti benefici economici alle imprese clienti, tali da giustificare adeguati budget finanziari. La personalizzazione dei progetti, dunque,”paga bene”. È un fatto determinante, perché le tecnologie sviluppate da Tecnogamma richiedono alti costi di ricerca e sviluppo.Grazie a questi investimenti in programmi di ricerca applicata, l’azienda arriva presto in prima linea nello sviluppo di nuove tecnologie per diversi settori industriali. Oggi tutti i progetti e i prodotti di Tecnogamma sono realizzati in osservanza delle procedure di regolamentazione Iso 9001 e in un prossimo futuro l’azienda ha intenzione di diventare “Centro di eccellenza di qualità”. “Attualmente tutti i componenti e le funzioni sono testate nel nostro laboratorio simulando le più severe condizioni di utilizzo – precisa Casagrande – e lo facciamo garantendo un’alta attendibilità dei sistemi di misura”. La gamma delle sue specializzazioni è ormai ampia: sistemi di misura senza contatto ad alta velocità e precisione; sistemi di misura basati su interferometria e telemetria laser; sistemi di visione artificiale; trasmissione dati ad alta frequenza su fibra ottica; elaborazione di segnali digitali e ad alta frequenza.Tecnogamma si occupa direttamente delle attività di fornitura, installazione e collaudo dei sistemi progettati, oltre che della formazione dei tecnici e degli operatori del cliente nella loro lingua madre. A questo va poi aggiunto un servizio di supporto efficiente, anche tramite Internet, in grado di diagnosticare le possibili anomalie in tempo reale. Anche la strategia di marketing ha un ruolo importante soprattutto a livello internazionale, basandosi sulla collaborazione con partner pubblici e privati. Tecnogamma, infatti, è riconosciuta come “prime proposer”e coordina importanti progetti di ricerca, finanziati dalla Commissione europea, finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie nel campo del trasporto ferroviario e dell’industria dell’acciaio. L’alta tecnologia è il “business”,ma la capacità dell’azienda sta nel saper trasformare la ricerca applicata in soluzioni per il mercato, per poi andarle a realizzare su misura rispettando le molte e particolari esigenze dei clienti.

Dal punto di vista dell’uso dell’Ict questo significa che su 50 addetti esistono 50 workstation collegate fra di loro, ma, al momento, un unico server.Tutti hanno una postazione, perché l’informatica non è utilizzata solo per l’organizzazione, ma è connessa al lavoro di ricerca. “Per noi la condivisione delle informazioni è fondamentale – spiega Casagrande – da tre anni usiamo LotusNotes e ancora non abbiamo sfruttato il massimo delle sue potenzialità e vorremmo integrarlo con il controllo di qualità. Lavoriamo prevalentemente in ambiente Linux, che nel tempo ha sostituito Windows,ma utilizziamo ancora Visual C++. Proprio in questo periodo stiamo scegliendo una soluzione gestionale, prima avevamo solo un programma di contabilità, ma ora abbiamo bisogno di un sistema flessibile per introdurre un controllo di gestione che copra tutte le aree. I nostri prodotti non sono standard e il lavoro lo facciamo su commessa, per cui ogni distinta è diversa. Siamo in trattativa con tre fornitori, aspettiamo le ultime informazioni e poi faremo la nostra scelta”. In realtà la scelta la farà la persona che si occupa dei sistemi informatici, anzi, a dire il vero questa funzione non esiste perché l’interessato, Iacopo Costella, si qualifica come direttore di produzione, pianificazione e coordinamento delle risorse, anche se ha più l’aspetto di un giovane appena uscito dall’università che non di un direttore:”Per scegliere ci siamo guardati un po’attorno – ci dice – abbiamo contattato alcuni fornitori di pacchetti gestionali e sentito le opinioni di aziende che lavorano nella nostra zona. Ci siamo mossi cercando prodotti e referenze adatte al mercato Pmi. Per noi è necessario un software che sappia tenere sotto controllo i centri di costo, gestendo il rapporto con i fornitori e le lavorazioni in conto terzi in tutti gli step che sono necessari. Ci interessa tutto il flusso informativo: primo contatto col cliente, trattativa, ordine e produzione, con la possibilità di gestire il progetto per aree. L’azienda è caratterizzata da gruppi di lavoro dinamici che si formano sui singoli progetti e poi, a progetto finito, si sciolgono. Puntiamo, attraverso l’uso di un’adeguata applicazione Ict, a rendere questi gruppi autonomi e autoresponsabili in modo da realizzare la filosofia dell’impresa nell’impresa.” Se l’esigenza, a livello di processo, è di poter fare preventivi più precisi per ogni progetto, il ruolo dell’informatica è quello di portare il flusso delle informazioni, di aggregarle e poi di trasmetterle alle varie aree di competenza, facilitando la realizzazione dei singoli progetti. L’informazione per Tecnogamma è davvero un patrimonio, e per gestirlo nel migliore dei modi l’Ict è un indispensabile alleato.

Innovazione e flessibilità sono parole d’ordine per un’azienda come questa, ma, come sempre accade, c’è anche un modo di pensarle particolare. Quella filosofia aziendale che abbiamo chiesto a Casagrande di spiegarci:”Innovazione significa far crescere costantemente e in modo armonico le quattro gambe su cui si regge l’impresa: prodotto, mercato, finanza e organizzazione. Crescere sul prodotto per noi vuol dire ricerca, sviluppare la tecnologia che abbiamo e acquisirne sempre di nuove. Per la parte finanziaria il discorso è più complesso, perché è facile trovare fondi quando l’investimento riguarda macchine o prodotti materiali,mentre nel nostro caso l’investimento è per lo più immateriale e quindi i vecchi strumenti finanziari non valgono più e bisogna trovare canali adeguati. Il nostro impegno è stato reso possibile anche attraverso strumenti di sostegno alla ricerca messi a disposizione dall’Unione Europea con i progetti Craft (investimenti di ricerca cooperativa specifici indirizzati alle Pmi, Ndr). Noi consideriamo il mercato europeo come quello domestico, per cui abbiamo indirizzato la nostra crescita anche su mercati terzi e abbiamo commesse che arrivano dall’India, dalla Cina dalla Corea, dal Giappone e dagli Usa. È chiaro che ogni mercato va affrontato con differenti strategie.Ora la nostra scommessa è la Cina dove abbiamo aperto un ufficio di rappresentanza con quattro persone stabili. Infine, l’organizzazione, e per questa stiamo lavorando molto sulla squadra. Il vero capitale di Tecnogamma sono gli uomini e la loro capacità di mettersi in relazione”. Anche le relazioni con i clienti, fin dalle prime esperienze, sono sempre state gestite come relazioni di partnership. Ciò ha permesso a Tecnogamma di migliorare la sperimentazione delle tecnologie nelle quali oggi è specializzata.”Sarebbe impossibile fare ricerca senza un continuo dialogo tra contraente e sviluppatore”, precisa Casagrande. La stretta cooperazione con i propri clienti è anch’esso un bene immateriale, perché, al di là degli oggetti che sottintende, si basa sulla capacità di mettere a disposizione competenze e professionalità. Insomma, i principali asset di questa piccola azienda, che cresce in maniera costante ogni anno, sono in gran parte “immateriali”: ricerca e livello tecnologico, squadra e coesione, presenza e visibilità sui mercati. L’Ict, in questo caso, è presente a due livelli, nella ricerca tecnologica e nell’organizzazione aziendale. Nel primo è elemento costitutivo del prodotto, nel secondo è capacità di gestione delle informazioni nei processi aziendali.Un esempio concreto e non chiacchierato d’innovazione tecnologica, un tema che oggi troviamo sulla bocca di molti, ma che pochi sanno indirizzare nelle direzioni adeguate. Un difetto del nostro tempo: molte parole in testa e poche cose in tasca.

Autore: ITespresso
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