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In Italia un centro HP per RFID. Ecco su cosa sta lavorando

Sono soprattutto le aziende medio piccole che richiedono un maggiore sforzo di coinvolgimento nelle tecnologie RFID, un settore in cui molti standard non sono ancora consolidati e sono presenti molte offerte di tipo proprietario. Nel settore della identificazione a radiofrequenza la scelta di HP, che fa parte del consorzio EPCglobal per la interoperabilità, va verso l’adozione di soluzioni aperte che adotta fin dal 2002 anche all’interno della sua catena logistica e di produzione, soprattutto per i prodotti consumer. La spinta è stata data dalla necessità della multinazionale americana di adeguarsi alle specifiche imposte da Wal-Mart. Su questa esperienza fa leva per assistere i suoi clienti nella scelta implementativa di una soluzione RFID portando anche il suo know how a livello di tag, reader, middleware e applicazioni di business. All’interno di HP operano diversi centri di eccellenza sull’RFID in cui vengono testate apparecchiature, soluzioni e concetti e possono in alcuni casi riprodurre parti di centri distributivi, fabbriche e ambienti di produzione in condizioni anche estreme. Uno di questi centri di eccellenza, dopo varie vicende legate alla storia degli insediamenti produttivi di HP in Italia, si è definitivamente installato presso la sede di Cernusco sul Naviglio alle porte di Milano e opera all’interno della divisione di HP dedicata alla consulenza e alle aziende. È una particolarità nel contesto italiano di cui Network News ha parlato con Aldo Stradiotti che lo dirige guidando un team di oltre 50 persone. Stradiotti ha tenuto a sottolineare che le attività dell’HP Innovation Center non sono solo dimostrative o, ma riguardano anche progetti finanziati dall’Unione Europea e per i quali sono in atto collaborazioni con università (Cefriel), enti regionali (Campania) e incubatori come Torino Wireless. Inoltre l’identificazione RF è solo uno dei temi su cui il centro lavora, altri sono la mobilità e le telecomunicazioni. In tema RFID la ricerca di base avviene negli Stati Uniti negli HP Labs in California o in un altro laboratorio specifico (RFID Noisy Labs) in Nebraska, ma le best practice HP e le verifiche concettuali di scenari applicativi approdano nei centri di eccellenza sparsi per il mondo. Il centro alle porte di Milano nel caso specifico dispone di infrastrutture IT utilizzabili per creare progetti pilota da valutare insieme ai clienti. La sperimentazione nell’ambito SCM, come conferma Stradiotti, avviene in HP sulle frequenze UHF con progetti pilota che partono “bassi” sulle frequenze a 13,56 MHz, in cui i tag sono più economici,ma più esposti ai noti problemi con liquidi e metalli e di distanza di lavoro dal reader. Il pilota viene poi testato in field. Il compito degli esperti di HP in quest’ultima fase, che avviene a confronto con le condizioni ambientali reali è di guidare il cliente anche nella fase di “hardware selection” in modo che l’azienda sia in grado di gestire l’offerta da parte dei fornitori. Tra le applicazioni di cui HP si è occupata vi sono il tracciamento di un lotto all’interno di una supply chain nel settore alimentare per il ritiro di un prodotto avariato: si tratta di una proof of concept che arriverà anche in produzione. Nel settore trasporti pubblici utilizzando tag in grado di svincolare la soluzione dal solito modello di interazione contactless, HP si è occupata con Trenitalia di logistica “pesante” in cui oggetti di valore vanno tracciati nella loro localizzazione e nella loro storia di manutenzione. Nel caso specifico si tratta di motori che vanno verificati e qualificati come adatti al servizio. I criteri di sicurezza in questo caso sono intrinseci alla procedura di manutenzione. A livello europeo invece esistono progetti e studi con Indicod e SAP con scenari di collaborazione su una Supply Chain “estesa” tra clienti, fornitori e azienda. Gli scenari sono ancora più aperti quando si passa a soluzioni ancora più evolute in cui tag attivi interagiscono con reti wireless GSM o WLAN. Stradiotti parla di “sensing network”o di “ambienti senzienti” in cui l’infrastruttura di rete è in grado di integrarsi in modo automatico ad esempio con sistemi GPS di geolocalizzazione o con WLAN. Tutte le informazioni sugli oggetti di tipo ambientale, di posizione, di temperature, di stato si integrano nella rete che è anche in grado di autoconfigurarsi in funzione degli stati degli oggetti. Un esempio citato è quello della gestione dei numerosi server (blade server) all’interno di grandi data center per le operazioni di manutenzione e gestione dei dispositivi su rack.

Autore: ITespresso
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