Innovazione e tecnologia alla convention Assintel

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Due giorni di incontri e tavole rotonde per il rilancio delle Pmi italiane

Si è conclusa la Convention organizzata da Assintel dal titolo ?Governare L’Innovazione?, 2 giorni di incontri e tavole rotonde durante i quali, l’associazione nazionale delle imprese ICT, insieme ad alcune tra le principali aziende del settore IT e gli analisti di mercato si sono confrontati sul ruolo strategico e sulle opportunità dell’Information Technology per rilanciare la competitività delle PMI italiane e dell’intero sistema-Paese. Assintel, con questo incontro e con la sua nuova attività quotidiana, vuole dare il suo contributo in quanto anello di congiunzione fra le aziende dell’IT e il mondo della PMI, rappresentato dal vasto sistema associativo della Confcommercio. Il suo obiettivo è promuovere una serie di attività su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo le aziende locali, capendone le esigenze e supportandole nel loro percorso di innovazione. ?Colmare il gap tecnologico implica poter predisporre strumenti che consentano alle imprese ?ritardatarie?, di mettersi al passo con gli standard tecnologici richiesti dal mercato?, commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel. In occasione del primo convegno dal titolo “L’ICT per innovare la PMI”, sono stati presentati i dati di una ricerca condotta da IDC su un campione di 500 imprese, che analizza lo sviluppo del mercato IT e l’evoluzione della domanda delle PMI. Nell’attuale contesto produttivo, orientato sempre di più alla globalizzazione, viene richiesto alle aziende un adeguamento tecnologico in grado di supportare il confronto con i nuovi scenari. Il ritardo sembra non essere ammesso a meno di scontare una perdita di competitività e di vitalità non solo delle singole imprese ma di interi settori economici. Lo studio ha evidenziato che i l Made in Italy, per mantenere la propria capacità competitiva, si trova ad affrontare una serie di sfide e per sopravvivere molte aziende sono state obbligate a intraprendere percorsi di sviluppo differenti, quali ad esempio la diversificazione dei canali di sbocco, un incremento dei volumi, della qualità dei prodotti e del design, la differenziazione della gamma di prodotti o addirittura una maggiore specializzazione entrando in un mercato di nicchia. Gli investimenti nell’IT sono quindi il motore per favorire il recupero della competitività aziendale. Sempre secondo IDC le previsioni di investimento in soluzioni informatiche delle PMI per i prossimi 12/18 mesi riguardano prevalentemente la sicurezza (il 18% prevede di lanciare nuovi progetti mentre un ulteriore 40% ha già in corso iniziative); il sito Web (il 17% prevede nuove attività ? il 38% è già attivo in questo ambito); gestione documentale e dei contenuti (16% hanno in previsione progetti ? il 24% se ne sta già occupando). Si investirà meno, invece, nell’eCommerce e nella Supply Chain Management. Fra i principali prodotti hardware che le aziende prevedono di acquistare nei prossimi mesi, il PC è in testa nelle scelte (il 72% dei rispondenti ne prevede l’acquisto), seguito dalla stampante (57%). Si fanno strada investimenti consistenti anche in area Server (48%), e infrastrutture di rete e storage. Nel complesso, la crescente “collegialità” delle scelte IT è indice di un’accresciuta maturitàverso itemi dell’innovazione, soprattutto se misurato rispetto ad alcuni anni addietro. L’IT, sebbene approcciato ancora in maniera “prudente” dalle PMI, viene oggi percepito come strumento di supporto ai processi di business. L’esistenza di maggiori presupposti consente di lasciarsi alle spalle la fase iniziale di ” accreditamento” per concentrare l’attenzione sulla ricerca del corretto raccordo tra IT e strategie aziendali. L’Italia, secondo i dati della ricerca condotta da IDC, è stata il peggior mercato in Europa e non sono emersi segnali di ripresa consistenti. Tra il 2005 e il 2008 la spesa in Information Technolgoy in Italia registrerà un incremento medio annuo del 2,4%, posizionandola come fanalino di coda tra i paesi europei. Il mercato IT ha ancora potenzialità inespresse. Dal 2007 in poi, infatti, saranno le nuove tecnologie a trainare il mercato. L’Italia inoltre soffre di un deficit di innovazione digitale segnalato dal basso livello della spesa in IT sul PIL rispetto agli altri paesi europei (1,99% contro il 3% circa di Francia e Germania). È evidente che l’accelerazione dell’innovazione digitale in Italia rappresenta una condizione necessaria (anche se non sufficiente) per il rilancio dei processi di innovazione e crescita discussi in questo rapporto. In occasione della tavola rotonda, infatti,i principali player del mercato CA, Oracle, Sap e Firenze Tecnologia ? azienda specializzata nella ricerca che fa parte della Camera di Commercio -, si sono confrontati sul concetto di innovazione nelle aziende.

Autore: ITespresso
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