Instant messaging. Quando la vanità telematica ha un nome

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Uno dei servizi di Internet più utilizzati da molto tempo a questa parte e’ sicuramente (dopo la posta elettronica) la messaggistica istantanea. Oggi e’ diventata un accessorio di moda nel mondo della telematica

NEW YORK CITY, NY (USA). C’e’ chi lo usa per gioco, per scambiare due chiacchiere o due foto con amici vicini e lontani e c’e’ chi ormai lo usa anche per lavoro, poiché riduce i tempi di comunicazione per iscritto ancora più che una e-mail: si tratta della messaggistica istantanea (Instant Messaging ? IM). Milioni di persone usano in rete gli innumerevoli programmi di IM distribuiti gratuitamente ormai da anni. Ve n’e’ per tutti i gusti: da quelli più spartani con interfaccia di solo testo si giunge ai più evoluti sistemi di IM che consentono di scambiare di tutto (video, foto, file musicali, ecc.). La loro diffusione e’ talmente capillare che anzi ciascun utente gestisce più di un account IM con diversi operatori. L’obiettivo primario dell’utente medio di questi servizi e’ quello di farsi conoscere da sempre più persone e di contattare sempre più utenti. Insomma, un modo per dire ‘ci sono’ anche nei gelidi meandri di una rete fatta di cavi. Oggi questa realtà si trasforma (a detta di alcuni) in un vero e proprio status symbol di ultima generazione. Conoscere più gente in rete equivale a un alto livello di popolarità e ciò, anche se può far sorridere qualche benpensante, e’ un dato di fatto. Tanto e’ vero che America Online ha inaugurato un nuovo curioso gioco che permette di ‘sfidare’ altri utenti in quanto a popolarità. In sostanza un navigatore viene ‘giudicato’ vincente rispetto a un altro solo se ha un numero più elevato di amici (‘buddy’, in gergo informatico). Con un complesso algoritmo di calcolo, AOL promette di effettuare questa valutazione sulla base di quanti utenti hanno come ‘buddy’ lo sfidante. Chi si vuol cimentare in questa sfida può visitare l’apposito sito aimfight.com. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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