Intel-Bocconi: poca informatizzazione nelle medie aziende

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L’Università Bocconi, in collaborazione con Intel Italia, ha condotto una ricerca tra 400 medie aziende italiane. Da essa trapela ancora poca
propensione a capire le potenzialità dell’informatizzazione.

“L’Ict nelle medie imprese italiane: vecchi ritardi e nuove evidenze”. Questo il titolo della indagine condotta dal Centro di ricerca sull’Economia Digitale dell’università Bocconi, in collaborazione con Intel Italia; la ricerca è stata condotta tra 400 medie imprese italiane con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 500 persone. Il campione era suddiviso tra diverse aree aziendali: il 50% nell’industria, il 16% nel commercio, il 13% nei servizi finanziari e il 21% nel Made in Italy, cioè tessile, abbigliamento, mobili e alimentare. Queste ultime, in particolare, sono le imprese che accusano i ritardi maggiori e non hanno ancora percepito le potenzialità dell’informatizzazione nel miglioramento del proprio lavoro. Dalla ricerca emerge ancora poca attenzione, in generale comunque, a percepire i vantaggi che l’informatizzazione apporta nell’incrementare la competitività e il proprio giro d’affari. La metà degli intervistati ha dichiarato che solamente un addetto ogni due possiede un computer, mentre quasi tutti, 95%, hanno accesso a Internet e una propria rete aziendale (Intranet). Anche se non è ancora diffusa la banda larga. Non si diffonde l’abitudine ad avere un sito Web interattivo, la cui percentuale è al 50%, e anche la vendita online segna il passo, essendo praticata appena dal 20% degli intervistati. Tra questi il 70% fattura appena il 2% su Internet e poco diffusa risulta ancora l’e-procurement, che viene utilizzato da appena il 30%, ma solo dal 5% di questi in modo significativo. Le imprese dichiarano comunque di investire tra l’1 e il 5% del proprio fatturato in Ict, ma la metà è ferma alla percentuale più bassa.. Significativa è la risposta delle imprese con posizioni dominanti nelle proprie aree di mercato, riguardo all’utilizzo di telelavoro e tecnologia wireless, che riscontrano il ritorno dei propri investimenti Ict in migliori prestazioni aziendali. “?Questa ricerca ? ha commentato Dario Bucci, amministratore delegato di Intel Italia – conferma la chiara correlazione tra dotazione tecnologica e miglioramento della performance aziendale e ci ricorda la nostra responsabilità, come attori di rilievo del settore delle tecnologie, nel saper fare cultura d’impresa in questo senso”.

Parole chiave: analisi di mercato sezione: e-business sottosezione: Mercati Intel-Bocconi: poca informatizzazione nelle medie aziende L’Università Bocconi, in collaborazione con Intel Italia, ha condotto una ricerca tra 400 medie aziende italiane. Da essa trapela ancora poca propensione a capire le potenzialità dell’informatizzazione. “L’Ict nelle medie imprese italiane: vecchi ritardi e nuove evidenze”. Questo il titolo della indagine condotta dal Centro di ricerca sull’Economia Digitale dell’università Bocconi, in collaborazione con Intel Italia; la ricerca è stata condotta tra 400 medie imprese italiane con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 500 persone. Il campione era suddiviso tra diverse aree aziendali: il 50% nell’industria, il 16% nel commercio, il 13% nei servizi finanziari e il 21% nel Made in Italy, cioè tessile, abbigliamento, mobili e alimentare. Queste ultime, in particolare, sono le imprese che accusano i ritardi maggiori e non hanno ancora percepito le potenzialità dell’informatizzazione nel miglioramento del proprio lavoro. Dalla ricerca emerge ancora poca attenzione, in generale comunque, a percepire i vantaggi che l’informatizzazione apporta nell’incrementare la competitività e il proprio giro d’affari. La metà degli intervistati ha dichiarato che solamente un addetto ogni due possiede un computer, mentre quasi tutti, 95%, hanno accesso a Internet e una propria rete aziendale (Intranet). Anche se non è ancora diffusa la banda larga. Non si diffonde l’abitudine ad avere un sito Web interattivo, la cui percentuale è al 50%, e anche la vendita online segna il passo, essendo praticata appena dal 20% degli intervistati. Tra questi il 70% fattura appena il 2% su Internet e poco diffusa risulta ancora l’e-procurement, che viene utilizzato da appena il 30%, ma solo dal 5% di questi in modo significativo. Le imprese dichiarano comunque di investire tra l’1 e il 5% del proprio fatturato in Ict, ma la metà è ferma alla percentuale più bassa.. Significativa è la risposta delle imprese con posizioni dominanti nelle proprie aree di mercato, riguardo all’utilizzo di telelavoro e tecnologia wireless, che riscontrano il ritorno dei propri investimenti Ict in migliori prestazioni aziendali. “?Questa ricerca ? ha commentato Dario Bucci, amministratore delegato di Intel Italia – conferma la chiara correlazione tra dotazione tecnologica e miglioramento della performance aziendale e ci ricorda la nostra responsabilità, come attori di rilievo del settore delle tecnologie, nel saper fare cultura d’impresa in questo senso”.

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Autore: ITespresso
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