Intel cancella l’IDF 2017

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Intel cancella l’Intel Development Forum 2017 (IDF 2017) di metà agosto a San Francisco. Obiettivo trovare eventi, anche più piccoli, dai quali veicolare messaggi mirati ai nuovi progetti aziendali

Basta Intel Development Forum 2017. Con un annuncio sul proprio sito e uno strascico di punti interrogativi sul perché e sulle motivazioni che hanno spinto l’azienda ad annullare l’evento di San Francisco, Intel ferma l’annuale mega-conferenza che si sarebbe dovuta tenere a metà agosto 2017.

L’azienda, da tempo attiva su altri fronti oltre a quello dei Pc, sottolinea proprio in questi nuovi sbocchi, la sua decisione, asserendo a difficoltà legate proprio a trovare un messaggio unificato da trasmettere al mercato e alle decine e centinaia di sviluppatori presenti da oltre venti anni all’IDF.

In questo modo, l’azienda potrà portare avanti e sviluppare novità e messaggi legati alle nuove aree che sta percorrendo, come per esempio le auto a guida autonoma, l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things, segmenti che mal si collocherebbero in un unico evento e, soprattutto, in un messaggio unificato che veda anche Pc e server.

Idf 2016 - Intel annuncia storica partnership con ARM
Idf 2016 – Intel annuncia storica partnership con ARM

L’IDF è sempre stato un evento dal quale ci si aspetta annunci di nuovi prodotti o l’inaugurazione di nuovi processori. Lo scorso agosto, Intel aveva annunciato un’alleanza storica, in base alla quale la società vantava una licenza per produrre design ARM per conto terzi, offrendo l’accesso d un processo produttivo a 10 nm: il primo vendor a trarne vantaggio è stata la sud-coreana LG.

La nuova strategia mobile sarebbe poi stata la seguente: Intel produce, ARM progetta. Secondo Business Insider, la società californiana ha in mente di organizzare eventi più piccoli e più mirati, oltre ad aumentare la presenza in altri eventi non prettamente organizzati dalla stessa Intel.

Sempre lo scorso anno, secondo Silicon.it, Intel spiegava che avrebbe supportato vari livelli di precisione e soprattutto dei “low precision mode”, adatti per applicazioni che possono operare con meno precisione ma a vantaggio di un aumento nelle prestazioni. I processori Knight Mill potranno inoltre fare da processori veri e propri e non solo da coprocessori, quindi operare in autonomia e collegati direttamente alla memoria RAM.

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E poi altre due altre novità: Intel Joule e Project Alloy. Intel Joule è una famiglia con due modelli, di “compute module” dedicati alle implementazioni Internet of Thing. Si tratta in sintesi di micro-server in stile Raspberry che secondo Intel possono essere usati per creare sistemi di computer vision, robotica, droni, IoT, realtà virtuale o aumentata.

Al cuore di tutto ci sono processori Atom a 64 bit con frequenze operative di 1,5 e 1,7 GHz. Project Alloy è una piattaforma per la realtà aumentata, o come la definisce Intel, merged reality, che ha il vantaggio di essere autonoma. L’unità di elaborazione è integrata nel visore e non c’è quindi bisogno di collegarsi via cavo con un computer esterno. Neanche a sensori esterni, dato che Alloy ha i suoi e integra videocamere RealSense.

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