Intel chiede soluzioni

Aziende

Soluzioni innovative a misura del cliente sia che si tratti di imprese, sia quando di parla di clienti consumer o delle istituzioni. È quello che Intel chiede ai propri partner e per aiutarli ad avere successo li spinge a comunicare meglio

Soluzioni e piattaforme. Sono queste le parole d’ordine di Intel per il canale come spiega Franco Lombardi, Reseller Channel Manager Intel Corporation Italia: “Negli ultimi mesi lo sforzo è stato quello di allineare il canale con la strategia Intel, facendo in modo che colga alcune opportunità con le nuove piattaforme”. E quando parla di piattaforme Intel intende la strategia che a partire da Centrino ha fatto scuola: accanto al microprocessore anche un chipset, uno strato software e un’azione per creare l’ecosistema che permetterà l’affermarsi della nuova tecnologia. All’inizio del prossimo anno arriverà Viiv, la piattaforma per la casa digitale studiata per funzionare, insieme al Media Center di Microsoft, su quei dispositivi a metà strada tra il computing e la consumer electronics. Oltre alla Mobility e alla Digital Home le altre piattaforme si concentrano sulla Digital Enterprise, la Digital Health e la Channel Platform, cioè tutti i programmi e le strategie che permetteranno al canale di portare l’informatica e l’elettronica anche nelle più sperdute aree rurali del terzo mondo. Nel nostro Paese però il ruolo del canale sarà soprattutto quello di studiare soluzioni creative ritagliate sulle esigenze degli utilizzatori che si tratti di famiglie, aziende oppure ospedali. “Crediamo che il canale, con la sua presenza sul territorio, abbia una capacità molto superiore alle multinazionali di capire quali sono le esigenze dell’utilizzatore. Il canale ha la conoscenza dei clienti ma un approccio metodologico ancora poco da consulente: non deve portare solo tecnologia ma soluzioni e vantaggi nel business o nella vita di tutti i giorni e deve saperli comunicare al cliente. Una realtà tanto più vera quando si parla di piccole e medie imprese. Quello che noi vogliamo fare è creare un ecosistema in cui aziende diverse che agiscono sulle Pmi si uniscano per portare soluzioni. Fornitori di software, rivenditori e integratori. Stiamo anche pensando di allargare i nostri appuntamenti come le Intel Channel Conference anche ai rivenditori e ai Corporate Dealer, allargando il raggio degli interventi anche all’approccio al cliente. Per esempio già molti partner, circa il 30%, lavorano con le Asl. Alcuni forniscono solo Pc, altri aggiungono del software per dare vita a una soluzione più strutturata. È quest’ultima la strada che ci interessa, soluzioni creative che portino veramente valore aggiunto”. Altra grande opportunità secondo Intel è poi naturalmente la Digital Home, i partner che lo scorso anno erano pronti con i Media Center ora stanno adeguando le macchine alla piattaforma Viiv. A Cdc e Sethlans (che l’anno scorso si chiamava Informatica Delta) se ne sono aggiunti altri: come Elettrodata che a Smau ha presentato Bello, un esempio di made in Italy da salotto. “Anche in questo caso – prosegue Lombardi – contribuiamo attivamente a creare l’ecosistema. L’accordo con Rosso Alice per esempio per fornire i contenuti: a Telecom forniamo la piattaforma Viiv perché ci sia una fruibilità dei servizi con un adeguato livello di sicurezza per il provider di dare accesso solo agli autorizzati paganti. Mentre le multinazionali sono impegnate a fare volumi, i partner si possono concentrare sul design e con un time to market decisamente più tempestivo”. Differente è il discorso Mobility, nonostante le vendite dei notebook costruiti dagli assemblatori siano in netto aumento e nonostante l’impegno dell’azienda per mettere in contatto gli integratori locali e gli Odm mondiali, i problemi persistono. “Se prendiamo il comparto totale dei notebook oggi gli integratori locali stanno soffrendo – conferma Lombardi – perché i grandi vendor conducono una battaglia molto serrata a colpi di volumi di vendita. Abbiamo da poco organizzato ad Amsterdam l’Odm Summit, cui hanno partecipato i principali Odm mondiali e i System builder europei. L’obiettivo è sempre lo stesso andare verso una standardizzazione delle parti anche se non siamo ancora vicini all’obiettivo. In ogni caso, anche nei notebook, il mercato in cui i local Oem possono avere più successo non è quello del prezzo stracciato e della grande distribuzione, ma dei servizi e delle soluzioni innovative”. A livello di distribuzione, oltre a Silverstar, Ingram Micro, Cdc, si registra l’entrata di un nuovo distributore: Logicom, una realtà internazionale con headquarter in Grecia, e l’uscita di Actebis. “I nostri obiettivi non erano più concomitanti – conclude Lombardi – noi abbiamo bisogno di distributori che abbiamo una forte concentrazione sui componenti e che conoscano bene il mercato”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore