Intel inventa il macrochip

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Uno dei più grossi processori mai realizzati, promette superprestazioni ma per ora ad un prezzo elevato

Il suo nome in codice è McKinley e occupa unarea di 464 millimetri quadrati. La quantità di silicio richiesto per realizzarlo influirà certamente sul prezzo di vendita. Il costo di produzione per Intel è di circa 300$ per ogni pezzo, contro i 50$ che costano alcuni esemplari di Pentium attuali. In compenso le sue caratteristiche lo rendono molto veloce. Sebbene sia clockato solamente ad 1Ghz la circuiteria avanzata gli permette di raggiungere velocità dal 50% al 200% superiori a quelle dei più veloci pentium attualmente in commercio. Questo tra laltro dimostra una volta per tutte che la velocità di clock è solo in minima parte indice della velocità di un chip. Intel ha voluto veramente strafare con le caratteristiche tecnologiche del neonato McKinley sul chip trovano posto 3Mb di cache di terzo livello, 256Kb di cache di secondo livello e 32Kb di cache di primo livello, oltre ovviamente ad un numero esuberante di transistor, 221 milioni. I suoi successori, le cui uscite avverranno da qui al 2005, hanno nome in codice Madison, Montecito e Chivano. I vari modelli, oltre che crescere nelle prestazioni, diminuiranno di dimensione grazie alladozione di nuove tecnologie di fabbricazione. Il chip sarà inizialmente destinato a server di fascia medio-alta prodotti da Sun, IBM e HP. Ma il vero ostacolo è rappresentato dal software. Poiché il chip funziona a 64bit, e possiede innovazioni tecniche considerevoli, richiede software compilato appositamente per sfruttarne appieno le prestazioni. Comunque Microsoft, Oracle e altri hanno già comunicato lintenzione di produrre software destinato al McKinley.

Autore: ITespresso
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